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Catania. Caporalato, oggi incontro a Palazzo Minoriti. Sindacati chiedono al Prefetto impegni concreti

Si parte dalla dalla legge 199/2016: “Serve più contrasto delle Forze dell’Ordine, un Osservatorio e seguire l’esempio di quanto fatto a Saluzzo”

Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil di Catania tornano alla carica contro l’annoso dramma del caporalato nelle campagne etnee, invocando l’intervento della Prefettura. Le organizzazioni sindacali chiedono impegni concreti partendo dalle indicazioni della legge 199/2016 con opere di contrasto da parte delle Forze dell’Ordine nei comuni più “caldi”, ma anche l’istituzione dell’Osservatorio per lo sfruttamento del lavoro in agricoltura. E non solo. All’incontro tenutosi a Palazzo Minoriti con la vice prefetto Maria Salerno, hanno partecipato il segretario generale della Flai Cgil, Pino Mandrà, con la segretaria provinciale Angela Battista, il segretario generale della Fai Cisl, Pietro Di Paola e i segretari provinciali della Uila Uil, Nino Lombardo e Roberto Prestigiacomo.

L’attenzione è stata puntata soprattutto sui comuni agrumetati di Paternó, Adrano e Biancavilla dove non sembra avere sosta la condizione di sfruttamento di operai soprattutto extracomunitari per lo più ad opera di persone di nazionalità rumena, ma non solo.
“Un meccanismo ben oleato da anni che ci risulta preveda anche un’organizzazione di filiera. Per esempio nel caso della Romania, sembra che il reclutamento avvenga a distanza in madrepatria – spiegano i rappresentanti sindacali – per poi essere attuato nei nostri comuni”.
Al Prefetto di Catania, i segretari di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, hanno sottolineato che la Legge 199 del 29 ottobre 2016 sulle disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo, offre strumenti che vanno sfruttati appieno.

“Chiediamo che si provi a seguire alcuni esempi virtuosi come quello avviato a Saluzzo da dove è partita la lotta del Piemonte contro il caporalato. Lì è stato infatti siglato un protocollo tra le parti sociali e le istituzioni per favorire il lavoro regolare. Nascerà anche uno sportello di collocamento apposito per la manodopera nei campi. Da Catania devono ancora partire cambiamenti concreti; un esempio? Le stesse imprese che aderiscono alla “Rete lavoro di qualità nell’agricoltura” istituito dall’INPS non applicano le intese concordate a livello nazionale una volta operanti a Catania. Perché le buone pratiche già avviate in Calabria, Puglia e Campania, nel nostro territorio stentano ad emergere? “
Flai Fai e Uila di Catania hanno anche ricordato che nella trappola dei caporali cadono molte donne e minori, e sollecitato la creazione di una Commissione d’inchiesta a livello nazionale.

Rmdn

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