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Catania. “Noi siamo la speranza” celebrata alla Cgil la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne

Lanciato un un nuovo questionario anti abusi. Applauditissime la presidente della Corte d’appello di Caltanissetta Mariagrazia Vagliasindi e la segretaria nazionale della Cgil, Tania Sacchetti

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la Cgil di Catania lancia un questionario contro le molestie e gli abusi. Si tratta di uno strumento concreto destinato ai luoghi di lavoro, già consegnato in via sperimentale in alcune sedi “per affermare che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro dignitoso, tutelato e messo al riparo da ricatti , violenze e molestie sessuali”.

Il questionario è composto da 25 domande per tutelare lavoratrici e lavoratori, tutte redatte in forma anonima per portare alla luce illeciti fisici e psicologici “in maniera protetta”. Si potra’ cosi’ segnalare la violenza permettendo l’intervento o il sostegno più adeguato tra quello sindacale, legale e psicologico. I lavori di stamattina sono stati intitolati non a caso: “Noi siamo la speranza”, e dedicati in particolare alle donne curde rivoluzionarie del Rojava e a tutte le donne che giornalmente combattono una  battaglia contro le ingiustizie.

Dopo il saluto del segretario generale della Camera del lavoro, Giacomo Rota, che ha ricordato come “a fronte dei 95 femminicidi registrati sino ad ora, si dovrà ancora lavorare a lungo contro la violenza e contro l’idea che la donna appartenga all’uomo, che può farne quello che vuole. Come lottare? Ognuno di noi faccia la propria parte. E tutto questo si fermerà”, la parola è passata alle segretarie confederali Giuseppina Rotella (“il nostro pensiero oggi va anche alle donne del Cile che in queste settimane lottano per rivendicare giustizia sociale, spesso punite con la morte”) e Rosaria Leonardi che ha coordinato l’incontro.

Ha introdotto  i lavori la responsabile del Dipartimento Politiche di genere di Cgil Sicilia, Elvira Morana: “Ci ritroviamo a fronte di un’emancipazione femminile che è un dato di fatto ma che non viene accettato ancora da alcuni uomini. Guardando al welfare, di contro, le donne non vengono aiutate nel carico di cura, a partire dai dipartimenti di Salute mentale che dovrebbero seguire i soggetti maltrattanti. Bisogna dunque guardare alle azioni strutturali per parlare di vera emancipazione. Grazie al Piano straordinario nazionale però, sono previste precise risorse sia per i centri anti violenza e case rifugio. In Sicilia c’è molto da fare ma il questionario è già un passo importante”.

La relazione della giornata di lavoro è stata  affidata ad Angela Battista, responsabile del Dipartimento Politiche di genere della Cgil di Catania che ha letto l’appello delle donne curde della Siria del nord e dell’est  a tutte le donne ed i popoli democratici del mondo, contro l’offensiva della Turchia nella loro regione. Riferendosi al questionario Cgil elaborato anche con l’aiuto del Cerdfos, Angela Battista ha spiegato che si tratta di un “passaggio necessario e importante anche per la contrattazione inclusiva. Abbiamo elaborato con l’ausilio dei tecnici dell’Istat regionale e con un team di psicoterapeute i quesiti a risposta aperta e chiusa, che vanno dalla definizione di che cosa si intende per molestia, alla richiesta di descrivere i vari stati emotivi provati sul posto di lavoro fino al coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori nel suggerire modalità di denuncia per il contrasto alle molestie. Abbiamo introdotto una domanda specifica sull’uso del linguaggio che ancora oggi purtoppo qualifica il clima in cui viviamo, un linguaggio che travolge le piu’ elementari forme di rispetto e si esercita soprattutto sui e contro i corpi delle donne”.

Il questionario sarà sottoposto anche agli uomini che denunciano maggiormente violenze psicologiche al contrario delle donne che di solito sono per lo più vittime di molestie fisiche.

“Il questionario cosi’ concepito – prosegue la Battista – prova a creare una cultura del lavoro dove i datori prendano davvero a cuore la questione delle molestie e dove le lavoratrici ed i lavoratori si sentano finalmente tutelati nel denunciare gli illeciti”.

Gli interventi delle delegate e dei delegati provenienti da tutta la Sicilia hanno dunque puntato sui casi di discriminazioni, molestie o abusi, e di difficoltà quotidiane delle lavoratrici e dei lavoratori.

Per il segretario della Cgil Sicilia, Mimma Argurio, “su questi temi della battaglia dei diritti il nostro sindacato ha fatto e continuerà a fare la differenza”. Tra i presenti all’incontro anche Monica Genovese della segreteria Cgil Sicilia.

Applauditissima è stata la presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta, Maria Grazia Vagliasindi, prima donna a ricoprire questo ruolo,  che ha  tenuto una vera e propria “lectio” sulle discriminazioni nella giurisprudenza, puntando su concetti chiave come mobbing, bossing, bullismo, violenza esercitata tramite il web, sulla novità del codice rosso ma anche sul valore esclusivo della dignità della donna e dell’uomo.

Rivolgendosi anche agli studenti dell’istituto “Galileo Ferraris” presenti in sala (per l’occasione due di loro, Martina Grasso e Gabriele Catalano, hanno posto delle precise domande su abusi e i casi di revenge porn), la Vagliasindi ha sottolineato come sia essenziale e complesso il ruolo “terzo” dei giudici e la responsabilità stessa dello Stato, citando il caso Talbis e la condanna dell’Italia da parte della Corte di Strasburgo, per mancata tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. Per la Vagliasindi, “le molestie sessuali sul luogo di lavoro sono già esse stesse discriminazione”.

Ha concluso i lavori la segretaria della Cgil nazionale, Tania Sacchetti: “Noi viviamo in una società giudicante, di cui tutti facciamo parte più o meno consapevolmente.  Per questo, se sei vittima di un comportamento scorretto devi denunciare e i cittadini che ti stanno accanto devono accompagnarti non sopportarti. Lo stesso codice rosso contiene aspetti ancora molto problematici. In questi contesto di “liquidità culturale” , inoltre, vince l’idea dell’uomo forte e le scelte sbilanciate sono pagate in primo luogo dalle donne. Diceva Simone de Beauvoir che in ogni crisi culturale o di guerra, le prime ad essere a colpire saranno le donne e i loro diritti. Ecco perché è necessario studiare, rimanere unite, e cambiare i modelli”.

Nel pomeriggio si è tenuta un’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dell’azienda Policlinico di Catania su “Il lavoro si fa strada”, e la contrattazione inclusiva.

Rmdn

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