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Catania: presentata “Piattaforma per Librino”

Catania: presentata “Piattaforma per Librino”
 
 
CGIL CATANIA – Quattro i punti fondamentali del documento: riqualificazione globale del quartiere; zona franca urbana affinché arrivino gli investimenti; lotta alla disoccupazione; sicurezza. La “Piattaforma per Librino” è presente in questo articolo
 
“Questo nostro documento  vuole costituire  il primo  nucleo di una piattaforma che, arricchendosi via via dei contributi di quanti da anni  vivono e operano a Librino, ha l’obiettivo di avviare  una stagione di aperto e serrato confronto, per disegnare un percorso di trasformazione sociale, per far si che Librino non sia più percepito come  “il caso” nella storia dello sviluppo urbano della città di Catania”.
La “Piattaforma per Librino”, frutto di un lavoro lungo e complesso tra la Cgil, i movimenti, le associazioni ma anche i singoli cittadini del quartiere,  è pronta e stamattina è stata presentata nella sede del sindacato di Viale Bummacaro affinché venisse consegnata prima che alle istituzioni, alla cittadinanza stessa. Non è un caso che sia stata scelta la data di oggi: giovedì il neo presidente della Regione Crocetta terrà la sua prima giunta aperta alla “città nella città” di ben 70 mila abitanti, così come è già avvenuto per Brancaccio, a Palermo.
Stamattina a presentarla c’erano il segretario della Camera del lavoro di   Catania Angelo Villari, insieme al segretario della Cgil di Librino, Sara Fagone, oltre ai segretari confederali Giacomo Rota e Pina Palella, al segretario della Fillea Cgil Claudio Longo, al segretario del Sunia Giusi Milazzo, e a Giuseppe Giansiracusa della Lega delle cooperative.
“Sappiamo che non esiste alcuna bacchetta magica per risolvere tutto, ma la Cgil lavora con Librino e per Librino da dieci anni, così come tante altre realtà del territorio- ha detto Angelo Villari- A Crocetta chiediamo di non sentirci dire quello che si vuole fare, ma chiediamo di fare quello che si dice. Puntiamo su quattro punti fondamentali: la riqualificazione globale del quartiere,  per nuovi spazi, per nuove piazze e per il verde; la zona franca urbana affinché arrivino gli investimenti, soprattutto artigianali, la lotta alla disoccupazione e un’attenzione speciale alla sicurezza. Perché Librino è un quartiere di ottimi cittadini. Sono le mele marce che vanno isolate”.
Sara Fagone ha spiegato che “la piattaforma è frutto di un lavoro lungo e variegato, che parte dal 2008 e che a suo tempo venne presentato in consiglio comunale, ma senza che l’amministrazione abbia mai dato seguito alle richieste specifiche. Con gli anni si è irrobustito in termini di analisi e di richieste”.
A firmare il documento di una ventina di pagine è stato , appunto, il “Coordinamento per Librino”, ossia Cgil e Fillea, SUNIA, Don Santino Salamone, comitato LibrinoAttivo, Iqbal Masih, Talità kum , La Periferica, gruppo scout Librino, le cooperative edilizie “Risveglio e Amiconi” gli Istituti Comprensivi “A.Musco e E. Pestalozzi” l’associazione South Media, e le associazioni datoriali ANCE, APINDUSTRIE, CNA, CONFESERCENTI. CONFCOMMERCIO, LEGA DELLE COOPERATIVE.
Tra i passaggi più salienti del documento, quello legato alle proposte. Tra queste, il completamento, ripristino e assegnazione definitiva di tutti gli alloggi di proprietà pubblica  già esistenti, elaborando un piano a medio termine tra Comune e Iacp per una azione congiunta contro le occupazioni abusive e la graduale assegnazione regolare degli alloggi alle famiglie bisognose e agli aventi diritto; la riqualificazione e recupero degli edifici  e delle aree pubblici in stato di abbandono e di degrado; la realizzazione di un piano di interventi straordinario per la manutenzione, la disinfestazione, l’illuminazione delle aree pubbliche, comprese quelle verdi; la creazione di un numero verde e di uno sportello unico per i problemi degli alloggi pubblici e per gli interventi urgenti e indispensabili, ubicando nel quartiere gli uffici dedicati; la ricognizione di tutti i progetti in corso di appalto da parte dei diversi Enti, dello stato di avanzamento dei lavori già appaltati e degli investimenti pubblici già destinati al quartiere; la realizzazione di strade, sia pedonali che veicolari, che intersechino i nuclei abitati, lungo cui ubicare i servizi pubblici e le attività commerciali; la razionalizzazione e messa in sicurezza dei mezzi di attraversamento specie per le strade già esistenti (cavalcavia , semafori pedonali ecc) Costruzione di zone di attraversamento e di cavalcavia per le grandi strade già esistenti; la realizzazione di un piano dei trasporti  che miri ad una maggiore frequenza dei bus pubblici e che migliori il collegamento con la città (finchè non sarà operativa la metropolitana); la ridefinizione dell’ubicazione del Centro direzionale anche in rapporto ad una diversa utilizzazione dell’asse attrezzato, l’apertura rapida di un tavolo di confronto sulla revisione del piano di zona e avvio di un percorso progettuale partecipato.
 
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PIATTAFORMA PER LIBRINO
 
“Le città
come i sogni,
sono costruite di
desideri e paure”
Italo Calvino, Le città invisibili
 
PREMESSA
Questo nostro documento vuole costituire il primo nucleo di una piattaforma che, arricchendosi via via dei contributi di quanti da anni vivono e operano a Librino, ha l’obiettivo di avviare una stagione di aperto e serrato confronto, per disegnare un percorso di trasformazione sociale, per far si che Librino non sia più percepito come “il caso” nella storia dello sviluppo urbano della città di Catania, né considerata la “tipica” periferia emblematica, ma diventi una città sostenibile, con case, servizi e spazi qualificati per una comunità di 70.000 abitanti (come prevedeva il progetto iniziale): una città nuova e virtuosa, capace di trasformare il confinamento locale in radicamento locale, connessa con la città storica, tesa a sviluppare legami di rete, ad attivare flussi di relazione e di coniugare l’autosufficienza funzionale ad una piena   appartenenza al più ampio tessuto urbano di Catania.
Oggi Librino contiene al suo interno molti degli aspetti negativi che caratterizzano la periferia delle grandi città metropolitane:
pesante e diffuso degrado fisico, mancata realizzazione delle opere di infrastrutturazione sociale previste, isolamento dal resto della città, assenza di tensione integrativa, forte carenza dei servizi e delle opere di urbanizzazione.
Dietro a queste complesse problematiche e alle angosce generate ci sono le persone, capaci di dare vita a una gamma infinita e non prevedibile di pratiche, comportamenti, combinazioni e aggiustamenti.
Persone che vivono sulla propria pelle la condizione periferica.
Dal punto di vista della composizione sociale, Librino è caratterizzata da una presenza molto eterogenea (dovuta, probabilmente, al modo in cui il quartiere è stato progressivamente costituito) e rischia di essere progressivamente abbandonata dai ceti medi e di sviluppare condizioni di ghettizzazione e di esclusione che finirebbero per esasperare il disagio sociale emergente, inasprendo e sovvertendo le regole della convivenza civile e determinando situazioni di diffusa insicurezza.
Tutti gli interventi operati in questi anni nel quartiere sono stati episodici e scoordinati, sia per la frammentazione delle competenze sia per la mancanza di una visione e di una programmazione d’insieme.
La mancanza di alcune strutture e infrastrutture si abbina ad un lento deperimento di quelle poste in essere, che spesso non vengono utilizzate e rimangono abbandonate a se stesse. Ciò viene vissuto come una sorta di beffa da quei tanti cittadini che hanno ancora una forte fiducia nella possibilità di un cambiamento positivo delle condizioni dell’abitare e del vivere comunitario.
 La costituzione di un ampio tavolo di monitoraggio e concertazione e la individuazione di un responsabile unico, da parte dell’Amministrazione comunale, per il coordinamento degli interventi, potrebbe costituire un modo significativo di attenzionare e risolvere i problemi man mano emergenti.
Un tavolo di concertazione potrebbe, infatti, catalizzare le proposte, i finanziamenti e le ipotesi di intervento, in cui i diversi soggetti in rappresentanza delle Istituzioni, dell’ Amministrazione, del mondo della cultura e dell’associazionismo, dei Sindacati, dei cittadini autorganizzati, si confrontino per elaborare un piano per Librino, che, partendo dal Piano di Zona già esistente ne verifichi la validità, lo modifichi laddove necessita e lo integri con quelle misure e quegli interventi utili a migliorare la qualità della vita degli abitanti del luogo, secondo un’agenda delle priorità condivisa.
Riteniamo che servano interventi mirati ad una migliore allocazione dei servizi, degli uffici pubblici, delle attività artigianali commerciali e culturali.
Sarebbe opportuno attivare centri per l’aggregazione, per lo sport, per la formazione, elementi indispensabili per far sì che Librino non rappresenti il caso o l’occasione mancata, ma sia al contrario una città nella città, piena e realizzata. 
 
Cosa prevede il Piano di Zona:
Kenzo Tange, l’architetto giapponese al cui studio venne affidato, nel 1970, il progetto di sistemazione urbana di Librino la definisce “new town”, città nuova.
•          Il Progetto, reso esecutivo come Piano di Zona nel 1976 prevede 10 quartieri residenziali con una popolazione media di 6.000/7.000 abitanti per quartiere, collegati tra loro da una spina verde continua e da un sistema veicolare ad anelli.
•          Ogni quartiere è dotato di scuole materne, elementari e medie.
•          In ogni quartiere o nucleo sono previsti : centri a scala di vicinato, piccoli centri di aggregazione e servizi, un Polo di quartiere,una zona centrale mista che comprende servizi, residenze, uffici.
•          E’ prevista la creazione di un centro urbano in cui si concentrano servizi, attività, attrezzature a scala non solo urbana ma territoriale.
•          Oltre alle scuole materne, elementari e medie è stata prevista la costruzione di 200 aule per le scuole superiori e la creazione di 16 aree attrezzate per impianti sportivi.
 
Librino doveva essere una città immersa nel verde, tanto che la mobilità pedonale all’interno dei nuclei, tra le residenze e il collegamento con i centri di servizio e le scuole e le attrezzature sportive, doveva essere assicurata dalle “spine verdi”, percorsi pedonali che si ricongiungevano alle aree a verde presenti tra i nuclei e tra le residenze.
Questo progetto di edilizia pubblica di matrice razionalista, caricato di un eccesso di aspettative, è stato solo parzialmente realizzato, e richiede, oggi, un forte adeguamento alle esigenze urbanistiche emergenti e alle trasformazioni sociali in atto.
“Il territorio è un’opera d’arte: forse la più alta, la più
 corale che l’umanoità abbia mai espresso […]. Il territorio
è prodotto attraverso un dialogo, una relazione fra
entità viventi, l’uomo stesso e la natura, nel tempo
lungo della storia”
Alberto Magnaghi
 
AREE TEMATICHE E LINEE DI INTERVENTO
 
Ad una prima una prima mappatura dei disagi, delle insufficienze, delle mancanze, abbiamo integrato alcune proposte che a nostro avviso dovrebbero essere discusse e tenute in considerazione in un’ottica di partecipazione diretta dei cittadini ai processi decisionali.
Patrimonio edilizio e abitativo – mobilità – infrastrutture
Negli anni Librino è stata oggetto di una rilevante edificazione che faceva capo ad una pluralità di soggetti: Comune – cooperative – imprese destinatarie di edilizia convenzionata – Ministero degli interni – Iacp.
Sia a Librino che a San Giorgio, che assieme ai nuclei di villaggio S. Agata e Secusio compongono ‘la città’, c’è stata una selvaggia edificazione abusiva precedente all’avvio del Piano di zona. Ma, come già evidenziavamo, sono mancate quasi del tutto le opere di urbanizzazione primaria e secondaria e si è proceduto senza alcuna gradualità. Più specificatamente non sono mai stati completati i nuclei secondo quanto previsto dal piano di zona e di pari passo con l’edificazione abitativa non sono stati realizzati né il piano viario pedonale né i centri di servizio né di nucleo né di quartiere. Il tessuto urbano di Librino risulta così essere frammentario e senza identità, con un evidente scollamento tra i poli abitativi e tra i palazzi e senza un tessuto connettivo che renda gli agglomerati abitativi parte di un contesto urbano funzionale, armonico e soprattutto vivibile.
Le grandi strade che costituiscono i percorsi veicolari, realizzate secondo l’idea progettuale iniziale per il collegamento dei dieci quartieri e che proprio per questo non intersecano le zone abitate, spesso tra l’altro senza marciapiedi né passaggi pedonali, rendono evidente in maniera inequivocabile l’isolamento dei nuclei abitati e l’impossibilità di costruire una normale dimensione sociale e collettiva.
Che dire poi dell’asse attrezzato che, concepito come un prolungamento dell’autostrada Palermo – Catania, taglia in due la città di Librino?
Vogliamo per ultimo ricordare che Librino avrebbe dovuto, secondo il progetto iniziale, essere immersa nel verde. Spine verdi,aree agricole dedicate agli abitanti, parchi urbani avrebbero dovuto creare un’oasi che insieme alle vecchie masserie ristrutturate avrebbero dovuto creare un filo di continuità tra la nuova città e la grande zona verde a vocazione agricola preesistente. Di questo progetto rimangono sbiadite tracce .
Le vecchie masserie, patrimonio di straordinario valore etno – antropologico, bellissime e uniche per il territorio urbano, sono state riattate ma restano sottoutilizzate e scollegate dal quartiere mentre le spine verdi e il parco cittadino sono stati sostituiti da ampie zone in cui erbacce e spazzatura si contendono lo spazio, contribuendo non poco a caratterizzare il paesaggio urbano di Librino.
Siamo comunque convinti che ancora, per Librino come per tutta la città di Catania, sia possibile un futuro prossimo diverso se, con il pieno coinvolgimento dei cittadini, si sceglie di lavorare su progetti coordinati di sviluppo urbano, congrui ai reali bisogni, e non si svilisca la potenzialità di strumenti idonei come accaduto con i contratti di quartiere, che avrebbero potuto rappresentare una buona opportunità di lavoro partecipato per intervenire sul degrado urbano . 
Tornando al patrimonio abitativo non possiamo che segnalare il livello allarmante di degrado di molti degli edifici di proprietà del Comune e dell’Istituto autonomo case popolari e il perdurare di uno stato elevato di illegalità nell’occupazione degli alloggi spesso abusiva.
Gli interventi da parte delle Istituzioni competenti non sono stati mai né efficaci né risolutivi, sia per l’esistenza di un contenzioso mai risolto tra Comune e Iacp sulla responsabilità e le competenze per l’esecuzione dei lavori anche di manutenzione, sia per la mancanza di un progetto chiaro per la definitiva assegnazione degli alloggi agli aventi diritto.
Più in generale a Librino gli interventi pubblici anche per quanto riguarda le infrastrutture sono carenti e parziali.
Il problema che comunque ci sembra più grave è che si continuano ad annunciare interventi e investimenti pubblici che in assenza di una ridefinizione del piano di zona sulle nuove ed attuali esigenze di quartiere e dei suoi abitanti rischiano di non risolvere in alcun modo i problemi. A questo proposito, va scongiurato il rischio di nuove ed ampie edificazioni di edilizia popolare e convenzionata ,anche oltre i confini del Piano di zona, così come previsto dal redigendo Piano Regolatore .
Ci chiediamo a questo proposito se non sia necessario ridiscutere di come Librino vada completata e se il Piano di zona elaborato su un progetto concepito più di 30 anni fa sia ancora valido in relazione a bisogni ed esigenze mutate.
Un ulteriore problema per il quartiere è costituito dalle carenze nel servizio di trasporto pubblico.
La scarsa frequenza dei bus e le stesse modalità dei percorsi creano serie difficoltà alla mobilità degli abitanti e rendono complesso il collegamento con altre zone della città.
 
Le Proposte
– Completamento, ripristino e assegnazione definitiva di tutti gli alloggi di proprietà pubblica già esistenti, elaborando un piano a medio termine tra Comune e Iacp per una azione congiunta contro le occupazioni abusive e la graduale assegnazione regolare degli alloggi alle famiglie bisognose e agli aventi diritto
– Riqualificazione e recupero degli edifici e delle aree pubblici in stato di abbandono e di degrado
– Realizzazione di un piano di interventi straordinario per la manutenzione, la disinfestazione, l’illuminazione delle aree pubbliche, comprese quelle verdi
– Creazione di un numero verde e di uno sportello unico per i problemi degli alloggi pubblici e per gli interventi urgenti e indispensabili, ubicando nel quartiere gli uffici dedicati
– Ricognizione di tutti i progetti in corso di appalto da parte dei diversi Enti, dello stato di avanzamento dei lavori già appaltati e degli investimenti pubblici già destinati al quartiere
– Realizzazione di strade, sia pedonali che veicolari, che intersechino i nuclei abitati, lungo cui ubicare i servizi pubblici e le attività commerciali
– (Razionalizzazione e messa in sicurezza dei mezzi di attraversamento specie per le strade già esistenti (cavalcavia , semafori pedonali ecc) Costruzione di zone di attraversamento e di cavalcavia per le grandi strade già esistenti
– Realizzazione di un piano dei trasporti che miri ad una maggiore frequenza dei bus pubblici e che migliori il collegamento con la città
(finchè non sarà operativa la metropolitana)
– Ridefinizione dell’ubicazione del Centro direzionale anche in rapporto ad una diversa utilizzazione dell’asse attrezzato
– Apertura rapida di un tavolo di confronto sulla revisione del piano di zona e avvio di un percorso progettuale partecipato
 
Servizi pubblici – centri di aggregazione – servizi sociali e sanitari- servizi culturali – strutture sportive
A Librino mancano i servizi pubblici e quelli esistenti ( centro di quartiere, centro sociale, presidio sanitario dell’Asl) sono del tutto inadeguati e insufficienti data l’estensione e le problematiche del territorio e l’ampiezza della popolazione da servire. Spesso poi sono caratterizzati da un’endemica carenza di personale e dall’inadeguatezza dei locali.
Fanno eccezione le strutture scolastiche presenti sull’intero territorio ,(sei istituti comprensivi e un circolo didattico),
che svolgono una azione educativa e formativa non inferiore a quella di altre zone della città, sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo .
Attraverso la promozione di attività in rete tra loro, sono in grado di erogare un’offerta formativa variegata, garantendo al contempo una scuola differenziata e la possibilità, per alunni e adulti, di fruire appieno delle strutture e infrastrutture in esse esistenti .
A parte la scuola non esistono spazi e servizi per l’infanzia.
Mancano centri e servizi culturali, sportivi e le poche strutture funzionanti vengono via via abbandonate e dismesse, lasciate ad un progressivo degrado.
Un caso emblematico è rappresentato da Villa Fazio, ormai chiusa da più di tre anni e in totale stato di abbandono.
La grave carenza di spazi pubblici di aggregazione non favorisce la socialità, l’integrazione, la crescita della comunità
Il teatro, posto alle spalle di viale Moncada che, varie volte ristrutturato, non è ancora del tutto operativo e aperto al pubblico. 
Costituisce un caso inquietante la Città dello sport, di cui da tempo non si sente più parlare.
Questo complesso di impianti sportivi, posto nel quartiere San Teodoro, che potrebbe ancora costituire una grande risorsa per Librino, non è mai stato completato, nonostante siano già state costruite due palestre e iniziati i lavori per i campi di calcio, di rugby e per gli spogliatoi.
Per quanto riguarda i centri di aggregazione, i centri sociali, e le strutture per anziani e minori è palese il vuoto dei servizi organizzati dalla pubblica amministrazione.
Né esiste una benché minima programmazione, da parte dell’ente comunale, di un’offerta culturale o di attività ludico-ricreative destinate al territorio.
A dispetto di questo vuoto istituzionale, a Librino operano alcune associazioni di volontariato, culturali e di promozione sociale che promuovono, dal basso, percorsi di cittadinanza attiva e sani momenti di aggregazione.
Inoltre, alcune cooperative, beneficiarie di finanziamenti della L 285/97, offrono servizi per i minori.
 
Le Proposte
–           Decentrare i Servizi pubblici in almeno tre poli di quartiere potenziando e ampliando quelli esistenti.
–           Prevedere la presenza di assessorati ,di uffici amministrativi decentrati (inclusi quelli finanziari e per le attività commerciali ) , dei centri sociali, dei presidi dei vigili urbani, dei servizi per le manutenzioni, dell’ufficio casa, dell’ufficio dell’ispettorato del lavoro.
–           Prevedere l’allocazione a Librino di scuole superiori, corsi di formazione professionale e di qualche facoltà universitaria , per consentire ai giovani residenti nel quartiere di avere a disposizione , sul territorio, un offerta formativa vasta e adeguata.
–           Prevedere l’ insediamento di uffici pubblici esistenti in locali idonei.
–           Prevedere il completamento della Città dello sport e definirne le modalità di utilizzo.
–           Prevedere la creazione della Casa della salute, centro sanitario polivalente dimensionato ed attrezzato proporzionalmente alla popolazione da servire.
–           Prevedere l’ ubicazione a Librino di almeno una Residenza sanitaria assistita pubblica.
–           Riattivare le strutture sportive esistenti così come il teatro comunale e definire prioritariamente le modalità di gestione e di utilizzo, possibilmente predisponendo un apposito regolamento.
–           Ampliare la presenza sul territorio di strutture sociali e culturali pubbliche articolate e differenziate per le diverse tipologie di utenti a cui sono rivolte: centri d’incontro per anziani, ludoteche, biblioteche, mediateche, centri culturali, centri polivalenti giovanili, polivalenti, centri ascolto per i giovani.
–           Promuovere l’utilizzo dei tanti locali di proprietà comunale da parte di associazioni e centri di volontariato favorendone l’insediamento con l’utilizzo di idonee agevolazioni anche per i canoni di affitto.
–           Realizzazione di una Masseria didattica, centro di documentazione e di ricerca etnoantropologica, per la salvaguardia e la valorizzazione della memoria condivisa e dell’identità nonché del giacimento culturale e paesaggistico del luogo
–           Istituire presso la struttura polivalente del teatro di viale Moncada un Teatro Comunitario, luogo di partecipazione, confronto, formazione, sperimentazione, produzione per la gente e della gente del luogo, uno spazio dove è finalmente possibile vivere concretamente la tolleranza, l’accoglienza, la solidarietà, lo scambio di buone pratiche.
     Un teatro coerente con un’idea della cultura e dell’arte quali        motori della trasformazione sociale, al servizio della crescita etica e solidale della comunità, in grado di valorizzare memoria e identità collettive.
Ma anche un luogo di ricerca artistica, di incontro culturale per la città, di produzione permanente, di residenze creative che lavorino sul e con il territorio e la comunità.
Lo stesso spazio, il cui utilizzo va ottimizzato, potrà ospitare una programmazione cinematografica permanente, che serva anche alle esigenze della popolazione scolastica.
Trattasi di un progetto virtuoso che può rappresentare una grande scommessa educativa e di cambiamento il cui interesse supera i confini della periferia e che richiede una seria programmazione di interventi e di investimenti in una prospettiva pluriennale di medio termine.
 
Misure a sostegno del sociale
 
Librino, così come altri quartieri complessi della città , ha una situazione dal punto di vista dei bisogni sociali particolarmente difficile su cui è indispensabile intervenire anche con misure di sostegno adeguate che tengano conto della situazione di emarginazione, povertà e di disagio in cui versano molti degli abitanti.
Non è un caso che Librino sia uno dei quartieri dove più rilevante è il tasso di abbandono scolastico nel passaggio dalla scuola media alla scuola superiore , che porta come conseguenza un aumento della devianza minorile, e dove sono state presentate più richieste per fruire del reddito minimo di inserimento.
Per questo pensiamo che nonostante questa misura di intervento sia ormai stata cancellata dal Governo nazionale,occorre anche utilizzando i finanziamenti regionali, nazionali e comunitari ripensare di attivare misure analoghe anche attraverso i piani di zona e gli strumenti di programmazione negoziata.
Per Librino lo strumento del RMI e i progetti di inserimento lavorativo ad esso collegati sono irrinunciabili anzi al contrario vanno decisamente potenziati.
 
Formazione e lavoro
 
Gli interventi sul sociale non possono essere naturalmente disgiunti da un progetto più complessivo che mira a creare le occasioni di promozione sociale e le opportunità lavorative attraverso l’istruzione, la formazione e l’inserimento lavorativo dei giovani e dei disoccupati.
Per questo riteniamo che la lotta all’abbandono scolastico, la creazione di opportunità formative ulteriori in aggiunta a quelle già attivate dalle istituzioni scolastiche e l’avvio di programmi di inserimento lavorativo siano per Librino scelte indispensabili.
 
Commercio e artigianato
 
Le attività commerciali già funzionanti a Librino sono pochissime e il quartiere per un insieme di cause tra cui la sicurezza sembra non essere appetibile per ulteriori insediamenti di iniziative commerciali.
Lo stesso dicasi per le attività artigianali anche le più piccole.
Per altro nessuna politica ad hoc è stata messa in atto per favorire queste attività che, non solo renderebbero meno difficile la vita agli abitanti, ma contribuirebbero ad animare il quartiere e dargli una normale fisionomia di centro abitato, creando anche opportunità occupazionali e di incontro .
Nel piano di zona era stata prevista un’area artigianale così come più volte si è parlato di un’ area commerciale e di un mercato coperto.
Oggi nonostante l’area artigianale sia già in porto urbanizzata e il centro commerciale quasi ultimato sembra definitivamente accantonato il progetto di insediamento di nuove attività economiche.
 
Le nostre proposte
 
–           Predisporre un piano commerciale per Librino che preveda la possibilità di agevolazioni anche sulle imposte comunali per quelle attività che si insediano nel quartiere.
–           Predisporre, con le associazioni dei commercianti e degli artigiani , una campagna promozionale finalizzata a rilanciare queste specifiche attività.
–           Completare e attivare l’area artigianale, prevedendo la possibilità di realizzare un vero e proprio centro fieristico ed espositivo. 
–           Monitoraggio di location commerciali e artigianali fruibili
 
Ordine pubblico
 
Quello della sicurezza e dell’ordine pubblico è uno dei problemi più urgenti del quartiere , che proponiamo di affrontare con l’ attivazione di un tavolo specifico in Prefettura puntando essenzialmente sulla presenza stabile e coordinata delle forze dell’ordine e dei vigili urbani sul territorio.
Riteniamo che la presenza del vigile e del poliziotto di quartiere a Librino potrebbe costituire una importantissima opportunità, così come il pattugliamento del territorio e l’insediamento permanente di nuclei dei carabinieri, della polizia di stato e della polizia locale.
A Librino c’è l’esigenza che le forze dell’ordine,attraverso una presenza costante, rappresentino lo Stato e la legalità dando un’idea forte di sicurezza e controllo, piuttosto che intervenire solo sulle emergenze.
 
CONCLUSIONI
 
Per chiudere questa nostra ipotesi di piattaforma riteniamo indispensabile ribadire l’urgenza della definizione dell’assetto del decentramento amministrativo ed economico e riaprire il confronto sui poteri e sul ruolo delle municipalità che dovrebbero costituire, in una corretta interpretazione del decentramento, il livello del potere locale più vicino ai cittadini, luogo privilegiato della partecipazione e delle scelte condivise. Anche su questo tema il dibattito su Librino che abbiamo intenzione di aprire proponendo questa piattaforma potrà costituire un’occasione di confronto e di approfondimento.
 

COORDINAMENTO PER LIBRINO: Cgil e Fillea, SUNIA, Don Santino Salamone, comitato LibrinoAttivo, Iqbal Masih, Talità kum , La Periferica, gruppo scout Librino, le cooperative edilizie “Risveglio e Amiconi” gli Istituti Comprensivi “A.Musco e E. Pestalozzi” l’associazione South Media, e le associazioni datoriali ANCE, APINDUSTRIE, CNA, CONFESERCENTI. CONFCOMMERCIO, LEGA DELLE COOPERATIVE.