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Fiaccolata

Contro la mafia per il lavoro: in cinquemila con CGIL, CISL e UIL

 

Catania ha risposto in maniera straordinaria alla “Fiaccolata contro la mafia e per il lavoro”, svoltasi il 22 ottobre scorso, che ha visto sfilare accanto ai Segretari Provinciali Angelo Villari (CGIL), Alfio Giulio (CISL) e Angelo Mattone (UIL), il Prefetto di Catania Giovanni Santoro e l'Arcivescovo Metropolita Mons. Salvatore Gristina.

Insieme alle autorità erano presenti le diverse categorie sindacali, le lavoratici ed i lavoratori fra cui i precari, i pensionati, i giovani, gli studenti, l’associazionismo e alcuni deputati nazionali e regionali.

Di seguito le motivazioni dell’iniziativa “Contro la mafia per il lavoro” organizzata da Cgil Cisl e Uil.

PIU’ DI UN DECALOGO PER IL FUTURO DI CATANIA E DELLA SUA PROVINCIA
Sono state da tutti riconosciute come i contenuti sui quali ritrovarsi e riconoscersi per dare finalmente una svolta a questo declino inesorabile che, invece, va fermato, combattuto e sconfitto con l’impegno forte di tutte le forze sane.
C’è, insomma, a Catania riteniamo la piena consapevolezza delle responsabilità di ciascuno degli attori sociali e della necessità che le Istituzioni e la politica comincino a interessarsi del bene comune e dare risposte ai bisogni piuttosto che inseguire postazioni di potere più o meno durature e impegnare tempo ed energia in accanite risse che paralizzano e distorcono scelte e decisioni.
L’iniziativa del 22 ottobre, le adesioni convinte del mondo dell’imprenditoria e della cooperazione, la presenza autorevole delle forze dell’ordine, tutte, della Chiesa hanno rimarcato il ruolo fondamentale riconosciuto al Sindacato come interlocutore indispensabile per affrontare i problemi del territorio Di tale realtà anche i governi locali devono rendersi conto.
Il compito del sindacato è quello di contribuire a far sì che partendo proprio dai contenuti della manifestazione del 22 ottobre la lotta all’illegalità e alla mafia e la costruzione di un nuovo modello di sviluppo pongano al centro il lavoro e lo impongano come obiettivo strategico di governo. È un compito difficile ma esaltante che noi abbiamo deciso con determinazione di svolgere facendo la parte che ci compete. Per questo dobbiamo individuare obiettivi concreti per poi proseguire sulla strada che porti a prospettive e obiettivi condivisi.
Tutto questo implica un fitto dialogo con la società organizzata catanese con la quale è necessario convenire su punti prioritari per costringere le istituzioni locali a farsene carico e a modificarne la filosofia d’approccio così come peraltro abbiamo fatto.
Occorre, dunque, che le questioni importanti per lo sviluppo del territorio etneo e dell’intero apparato produttivo siano censite costruendo nel contempo regole di trasparenza nella gestione della cosa pubblica.
Siamo convinti che preliminarmente occorra affrontare l’emergenza a partire dal potenziamento del controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine con più uomini mezzi e risorse per un contrasto capillare alla mafia all’illegalità al malaffare e dal rifinanziamento e dall’allargamento degli ammortizzatori sociali per tamponare e dare una prima risposta a quell’insicurezza sociale dilagante che va da subito risolta.

Una domanda tutti oggi ci facciamo e sicuramente si ponevano le oltre cinquemila persone che hanno partecipato all’iniziativa del 22 ottobre scorso : e ora cosa accadrà?
E molti nella consolidata rassegnazione alla quale siamo consegnati affermerà, convinto che tutto rimarrà come prima.

Ma e’ proprio questo dubbio che esiste sempre alla vigilia e dopo iniziative come quella dell’altra sera che non può più rimanere tale. Il dubbio deve tramutarsi nella certezza che qualcosa dovrà necessariamente cambiare. Vogliamo partire dalla certezza che quella dell’altra sera non è stata una rappresentazione, ma
“ il momento e non un momento” . Il momento della svolta.

Sappiamo benissimo che gli interventi da mettere in campo per costruire nel nostro territorio le condizioni per far ripartire uno sviluppo virtuoso che dia fiato all’economia rilanciando le attività produttive (industria ed agricoltura) e creando ampie opportunità di buona occupazione sono corposi e siamo convinti che sia utile dividere in due fasi le nostre proposte . Le prime, urgenti, per stoppare degrado povertà e tracollo delle attività produttive ed emorragia di posti di lavoro e tentare di far ripartire un minimo di economia e le seconde, quelle di prospettiva, da porre al centro in un momento successivo del confronto serrato con le Istituzioni.

Prima fase:

• Destinazione dei beni confiscati alla mafia ad attività produttive,

• Messa in sicurezza di tutti gli edifici scolatici e pubblici di Catania e provincia e dei centri storici (cantierare quanto appaltato; ricognizione degli immobili, ricognizione delle risorse, definizione dei tempi di progettazione e di esecuzione delle opere) per far ripartire il lavoro in edilizia, attuare una politica di prevenzione dei rischi e rendere fruibile il patrimonio storico e architettonico per un turismo di qualità,

• Blocco dei tagli ai servizi e costruzione di consorzi tra i comuni più piccoli – costruzione di Welfare locali attraverso la contrattazione sociale– verifica dei dati di evasione – ,

• Conferenza dei servizi per PUA e Porto di Catania ,

• Censimento di tutti i fondi comunitari utilizzabili sul territorio e verifica della loro destinazione e dello stato dell’arte contrastandone la dispersione in mille rivoli improduttivi ,

• Tolleranza zero da parte della P.A. nei confronti di tutte quelle imprese con le quali si contraggono rapporti di lavoro rispetto a illegalità, elusione,,evasione, nero e sottosalario, nonché mancanza di sicurezza,

• Denuncia da parte degli imprenditori di tutte le imprese che utilizzano lavoro nero ed evadono la contribuzione,

• Lotta alla dispersione scolastica con l’ampliamento del tempo pieno e del tempo prolungato delle scuole del territorio contrastando anche i licenziamenti del personale docente e ata, e attivare tutti canali di finanziamento per combattere la microcriminalità,

• Zona a burocrazia zero a LIBRINO – costruzione di un progetto legalità a partire dal rilancio delle attività produttive di piccole e medie imprese e di nuova occupazione,

• Rifinanziare gli ammortizzatori sociali in deroga,

• Politiche abitative. Conferenza dei servizi per coordinare l’intervento sul bisogno abitativo anche individuando i fondi per la costruzione di un primo blocco di alloggi,

• Agricoltura: sgravi fiscali per le aziende in crisi e mantenimento assistenziale e previdenziale per il lavoratori al di sotto delle cinquantuno giornate,

Seconda fase:

• Aziende metropolitane trasporti: convocazione di una conferenza dei servizi che dia tempi certi di attuazione del piano di mobilità integrato per l’area vasta,

• Ristrutturazione e rilancio partecipate . Intervenire, quindi, sulla gestione economica delle aziende partecipate e collegate pubbliche. Così possono diventare fonte di risorse per accrescere i servizi resi ai più deboli e abbattere il costo dei tributi,

• Cooperativa industriale per Cesame come modulo alternativo di produzione,

• Acque e rifiuti: proposte alternative per il ciclo integrato dei rifiuti centrato sulla riduzione e la differenziazione dei rifiuti e per il servizio idrico integrato ,

• Progetto di filiera agro industriale insieme alla facoltà di agraria per far si che quella che è una vocazione del territorio diventi trainante per lo sviluppo di qualità.

• Riaprire il confronto con le PPAA sull’accessibilità dei servizi, il controllo della qualità lo snellimento delle procedure interne e la trasparenza degli atti e delle azioni pubbliche per colmare il distacco con i cittadini, fornire risposte celeri ai bisogni e contrastare anche all’interno infiltrazioni e illegalità.

• Politiche attive del lavoro. Ripensare al sistema di incontro tra domanda e offerta anche utilizzando in maniera efficace la formazione.

Cgil Cisl e Uil consapevoli della responsabilità che la manifestazione del 22 Ottobre ha consegnato a tutte le forze sociali e imprenditoriali che vi hanno partecipato pretenderanno il massimo impegno affinché siano in tempi brevissimi date risposte ai bisogni pressanti delle nostre comunità.
Per questo riteniamo indispensabile che a partire dal livello regionale si attui da subito il metodo del confronto per decidere e fare. Vogliamo che i Comuni a partire dal Comune capoluogo e Provincia aprano subito il confronto con le forze sindacali e imprenditoriali per assumere impegni e mettere in campo azioni concrete. Siamo convinti che abbiamo le energie e le forze per delineare un concreto e duraturo progetto di sviluppo per rilanciare il nostro territorio e migliorare le condizioni di vita e di lavoro di una collettività che merita un futuro.

 

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