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Jobs Act, decreti attuativi: su salute e sicurezza un pericoloso arretramento

Jobs Act, decreti attuativi: su salute e sicurezza un pericoloso arretramento
  
Claudio Longo Responsabile provinciale dipartimento salute e sicurezza Cgil Catania
 
Le ripercussioni che i decreti attuativi del Jobs Act, avranno nei luoghi di lavoro e in particolare “Il combinato disposto di demansionamento, e l’istituzione non ben definita dell’Ispettorato nazionale per il lavoro, la paventata abolizione del cartellino nei cantieri e le possibili modifiche della Commissione consultiva permanente per salute e sicurezza, porterebbe a conseguenze molto negative e potenzialmente pericolose per i lavoratori, oltre all’ulteriore indebolimento del ruolo delle organizzazioni sindacali.
 
Come parrebbe dalle anticipazioni, con la norma sul demansionamento e la non obbligatorietà della formazione specifica al cambiamento della mansione stessa, un lavoratore – su richiesta del datore di lavoro – potrà essere adibito a mansioni che non conosce o destinato a una macchina di cui non è esperto: è evidente il pesante risvolto sul piano della sicurezza degli addetti che non avendo ricevuto una formazione specifica rischiano la loro incolumità fisica nell’espletare lavori diversi dal proprio.
Sul nostro territorio, la norma avrebbe ricadute ancora più pesanti, se si considera la già precaria condizione di sicurezza e di irregolarità nei luoghi di lavoro. Altra preoccupazione è la questione relativa all’istituzione, non ancora ben definita, dell’Ispettorato nazionale per il lavoro: la sua piena attuazione è infatti ancora legata a un successivo decreto interministeriale, di cui non è dato conoscere i contenuti. Peraltro, si istituisce un ruolo unico a esaurimento degli ispettori Inps e Inail, rendendo chiaro che l’operazione tende a un livellamento verso il basso delle retribuzioni e delle professionalità.
 
E ancora, le norme sulla possibile abolizione del cartellino nei cantieri e sulla limitazione all’interruzione dell’attività imprenditoriale in quei contesti, aumentano la nostra apprensione se si considerano gli effetti negativi prodotti dalle misure già emanate sul Documento unico di regolarità contributiva”.
Anche le norme che potrebbero modificare la composizione, e i ruoli e la funzione della Commissione consultiva permanente per salute e sicurezza (ex art. 6 del decreto 81/2008), suscitano qualche motivo di preoccupazione. E infatti, si vorrebbe ridurre il ruolo delle organizzazioni sindacali a quello di puri ‘esperti’ o consulenti, andando contro lo spirito del tripartitismo e alle leggi europee in materia. Ciò non procura alcun beneficio alle aziende e ai lavoratori, e non comporta alcuna semplificazione: si tratta di un preciso atto di volontà politica nei confronti delle organizzazioni di rappresentanza in senso generale, visto che a quest’operazione sono sottoposte anche le organizzazioni di impresa.
 
Ancora una volta, non si centrano e non si affrontano i problemi reali, ma ci si concentra su bisogni non essenziali delle imprese e su alcune operazioni francamente incomprensibili. Risponderemo a tutto ciò, insieme alla nostre strutture nazionali, mettendo in atto tutte le azioni di contrasto possibili alle misure definitive citate, in sede sia contrattuale sia legale. Per quanto riguarda le norme in itinere, avvieremo una campagna di sensibilizzazione e di incontri con i referenti parlamentari per illustrare i nostri punti di vista e, ove possibile, recuperare gli aspetti maggiormente negativi.
 
Claudio Longo Responsabile provinciale dipartimento salute e sicurezza Cgil Catania

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