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Randagismo, 50 lavoratori di Catania e altri comuni etnei, da oltre 9 mesi senza stipendio. Filcams segnalerà il caso alla Procura

Foto di TheOtherKev da Pixabay

 

“Il rifugio di Concetta cura assistenza, sostentamento e recupero a Catania, Adrano, Paternò e Biancavilla

I 50 lavoratori della ditta “Il rifugio di Concetta”, che curano la lotta al randagismo a Catania e in buona parte della provincia, da più di 9 mesi non percepiscono lo stipendio. L’azienda cura l’assistenza sanitaria, il sostentamento e il recupero degli animali su segnalazione dei cittadini e dei comuni interessati, tra i quali Catania, Adrano, Paternò e Biancavilla. Ma è proprio il Comune di Catania, capofila per estensione di area, che nella gestione amministrativa ha lascia spazio a falle burocratiche pesanti. Per il periodo compreso da luglio a dicembre dello scorso anno, non esiste alcun atto formale del sindaco in relazione alla continuità del lavoro, e tutto il pregresso che deve essere pagato alla ditta è stato spostato alla voce “debiti fuori bilancio”.

Così i lavoratori non percepiscono lo stipendio e sono entrati in un tunnel di precariato sociale ora difficilmente recuperabile. Intanto, oltre 700 cani rischiano di non poter mangiare e di non essere curati; si tratta di mancato espletamento di un servizio pubblico essenziale per la salvaguardia di cittadini e animali. La Filcams ha richiesto, attraverso una procedura di raffreddamento e sciopero, un incontro in Prefettura e in attesa della convocazione chiede, “denunciando i fatti alla Procura, di fare luce sulle gestioni piuttosto discutibili delle amministrazioni comunali interessate”.

Per Davide Foti e Concetta La Rosa, segretario generale e provinciale della Filcams Cgil di Catania è “una situazione divenuta insostenibile. Il Comune di Catania ha gestito questo particolare servizio con eccessiva leggerezza, quasi senza tenere in conto di essere in dissesto, creando per l’ennesima volta debiti fuori bilancio, bloccati, ovviamente, dalla procedura in corso ed in attesa di definizione non solo da parte del Ministero ma anche dal consiglio comunale stesso chiamato prima o poi a deliberare.

Nel frattempo i servizi di randagismo non possono essere svolti e i lavoratori sono lasciati in balia del menefreghismo istituzionale, cosa di difficile comprensione tenuto conto anche dell’emergenza nazionale e internazionale in corso. Ma anche gli altri comuni, seppure in maniera differente non sono esenti da responsabilità, svelando così una gestione amministrativa colpevolmente superficiale e dannosa, continuando però a richiedere servizi”.

Rmdn

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