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Sciopero generale a Catania: estratto dall’intervento del segretario generale della Camera del lavoro, Giacomo Rota

Sciopero generale a Catania: estratto dall'intervento del segretario generale della Camera del lavoro, Giacomo Rota
 
"Jobs Act e legge di stabilità sono provvedimenti sbagliati e per nulla utili agli obiettivi di maggiore sviluppo e crescita del lavoro. La Cgil stamattina è scesa in piazza anche a Catania con cinquemila lavoratori che hanno sfilato pacificamente per le strade per ribadire questi messaggi al governo Renzi; governo che invece bypassa il sindacato e rinuncia al dialogo. Gli esempi negativi più eclatanti di certe scelte sono a portata di mano: le forme di precariato aumentano invece che diminuire e non si aggiunge nulla sul versante degli ammortizzatori sociali. Al contrario: con lo smantellamento dell'articolo 18 si costruisce un'ulteriore spartiacque generazionale nel mercato del lavoro, tra i più anziani che ne hanno ancora diritto e i neo assunti, che non si vedranno riconosciuti un diritto importante. Ma con lo sciopero di oggi alziamo la voce contro un governo nazionale che non accenna a mettere mano né ad una precisa richiesta del sindacato, e cioè agli ammortizzatori universali, né ad una vera lotta al precariato.
Eppure, come sindacato non rappresentiamo tutto il mondo ma di certo un gran pezzo di mondo che ha diritto al rispetto e alle intenzioni.
 
A questo governo chiediamo per quale motivo si dovrebbe investire in un sud Italia abbandonato? Perché investire in Sicilia, in Calabria, in Campania o in Puglia , dove tutto costa di più, energia elettrica compresa, e dove le pressioni malavitose si moltiplicano?
A Catania, in particolare, le vertenze aperte e difficili sono troppe, e a causa dei recentissimi provvedimenti governativi è possibile stimare un calcolo di circa 11 milioni di euro in meno di versamenti nelle case comunali. Inevitabile non ignorare, sul territorio etneo, un calo che va dai180 milioni di massa salariale agli attuali 75 milioni. Eppure tutte le grandi commesse sono paralizzate; il dissesto idrogeologico non viene ancora combattuto, così come si continua ad ignorare la necessità della messa in sicurezza di tutte le scuole e del recupero patrimoniale artistico. Se solo le istituzioni assicurassero più attenzione a questi elementi, molte possibilità di lavoro sul fronte cantieri edili potrebbero essere riconsiderate.
 
Penso anche ad un'azienda come la St Microelectronics che di certo in crisi non è, ma potrebbe fare molto di più intercettando molti soldi europei messi in palio per recuperare il gap con il resto d'Europa.
Penso a Micron che ha ancora 7 lavoratori in esubero, o alla 3 Sun, dove non è mai decollato l' investimento sul pannello fotovoltaico moderno.
Penso alla farmaceutica innovativa catanese, con una Myrmex colpevolmente alla deriva senza che ci sia il coraggio da parte del presidente della Regione Crocetta, di operare una svolta. O al caso della coop Cesame i cui volenterosi soci lavoratori, pronti a rilanciate con finanziamenti la storica azienda, attendono il via libera dalla Regione affinché il muro burocratico venga demolito una volta per tutte. Così come è inevitabile considerare abbandonati i lavoratori ex Cesame destinati -con tanto di protocollo ufficiale e istituzionale -ad un ricollocamento che non è mai avvenuto. Penso al prosciugamento delle ricorse per la legge 329 sul fronte del sociale.
 
Eppure, nonostante tutto questo, Catania è la terra delle eccellenze agroalimentari che vanno dal pistacchio di Bronte all'arancia rossa, dell'Etna Patrimonio UNESCO, a tutte le altre bellezze che non vengono considerate come dovrebbero sul fronte dello sviluppo e dunque dell'occupazione. Destra e sinistra, in Italia,non hanno saputo comprendere alcuni importanti passaggi politici. E i lavoratori,purtroppo, ne pagano sempre di più le conseguenze. Ma oggi Renzi non può voltarsi dall'altra l'arte.".

RMDN

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