Ultime Notizie
Home / Notizie / Notizie CGIL / Tessile: CGIL Catania chiede incontro alla Provincia su occupazione

Tessile: CGIL Catania chiede incontro alla Provincia su occupazione

Polo tessile: Cgil chiede incontro urgente alla Provincia sull’occupazione. “Urgente creare un marchio del polo”
 
 
CGIL Catania – Drammatica situazione nel comparto. Ammortizzatori in esaurimento, imprese costrette alla chiusura, cassa integrazione in deroga. Penalizzata soprattutto l’occupazione femminile
 
“E' ancora possibile che il polo tessile catanese si risollevi. L'emorragia che ha già causato la perdita di quattrocento posti di lavoro negli ultimi due anni può essere fermata una volta per tutte se solo si crea un marchio proprio del polo. Chiediamo al presidente Giuseppe Castiglione una riunione urgente da lui stesso presieduta per affrontare l'emergenza”.
A lanciare l'allarme ma anche l'appello affinché il caso del tessile di Bronte, uno dei poli più importanti a livello regionale, venga affrontato con criteri condivisi stavolta è il segretario generale della Camera del Lavoro di Catania Angelo Villari. Nei giorni scorsi i lavoratori del Consorzio siciliano manifatturiero di Bronte avevano protestato davanti il Tribunale di Catania.
“Siamo di fronte ad un ennesimo disastro industriale nella nostra provincia- continua Villari- con l'aggravante che esso avviene in una zona interna a nord ovest dell'Etna e con manodopera quasi esclusivamente femminile. Stiamo pagando il prezzo di una dipendenza insopportabile, a volte di natura quasi coloniale, di marchi tanti prestigiosi quanto furbi e voraci. Come possiamo scordare il terremoto che ha provocato l'abbandono del marchio Diesel?”.
Intanto gli ammortizzatori sociali si esauriscono, la “Tagli e confezioni” ha già chiuso i battenti lasciando in mobilità, da metà giugno, 40 dipendenti, mentre la notissima “Bronte jeans” e altre due aziende del Consorzio, la “L.S. Moda” e la “G.T.E”, dopo due anni di cassa integrazione ordinaria e straordinaria, da adesso fino al 31 dicembre di quest'anno contano in cassa integrazione in deroga un totale di 130 dipendenti.
A tutto ciò, infine, si aggiungono altre 100 lavoratrici di altre due aziende consorziate, la “Rossonero confezioni” e la “Artigianato tessile” che dopo avere esaurito la cassa integrazione ordinaria, dal prossimo mese, in mancanza di ripresa della produzione, andranno anche loro in cassa integrazione straordinaria.
“Non ci resta che rilanciare il Polo valorizzando la qualità della nostra esperienza sul campo e dei nostri capi jeans e questo può accadere solo se il governo centrale, che si è rivelato totalmente indifferente, si attiverà al più presto ma è necessaria anche l'attenzione del governo regionale, che non si è attivato come avrebbe dovuto. Comune di Bronte e Provincia hanno più volte manifestato le loro buone intenzioni ma in concreto non è ancora accaduto nulla di significativo- aggiunge Villari- E' necessario rilanciare. Troppi destini sono in ballo e un intero territorio rischia di precipitare sotto il profilo produttivo ed economico. Ciascuno si assuma la propria responsabilità, prima che il clima si esasperi ulteriormente”.
 
RMDN

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*