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Affidamento esterno della gestione dei servizi della rete museale catanese, Cgil, Fp e Slc: “Non crediamo alle soluzioni calate dall’alto. Il sindaco coinvolga prima la città”

“Stop musei a causa pandemia deve essere occasione per ripensare istituzioni che per definizione sono al servizio del pubblico

“Non è possibile privatizzare la gestione dei musei senza che la città comprenda a quali cambiamenti e a quali dinamiche sociali ed economiche andranno incontro. La Cgil non è contraria a priori alla gestione dei privati ma non crede alle soluzioni calate dall’alto. Il rischio è che ne paghino un prezzo salato  prima di tutto i lavoratori, ma anche la città, in senso più ampio”.

Alla Cgil di Catania, la Funzione Pubblica Cgil e la SLC Cgil, non convince la comunicazione del sindaco Salvo Pogliese che nei giorni scorsi ha descritto  il 2021 come “l’anno del rilancio della rete museale con l’affidamento esterno della gestione dei servizi che nei prossimi giorni approderà in consiglio comunale per allinearci finalmente alle altre grandi città italiane”.

I segretari generali delle tre sigle, Giacomo Rota, Gaetano Del Popolo e Gianluca Patanè, sottolineano che “lo stop imposto dalla Pandemia ai musei deve essere un’occasione importante per ripensare questi istituzioni che per definizione sono al servizio del pubblico. Proprio per questo è necessario comprendere in tempi rapidi quali siano le coordinate che guideranno qualunque trasformazione, e questo può accadere solo coinvolgendo tutti gli attori interessati. La Funzione pubblica Cgil rappresenta i lavoratori dei beni culturali, impegnati in questi mesi a far fronte non solo ai problemi di sicurezza ma anche di prospettive occupazionali.

Tra questi ci sono ad esempio i catalogatori SAS, i “Servizi ausiliari Sicilia”, che sono 400 in tutta l’Isola e che solo a Catania sono una cinquantina; dal 2007 attendono il passaggio di ruolo al dipartimento dei Beni culturali.  I lavoratori dello spettacolo rappresentati dalla Slc, guardano poi con apprensione tanto al proprio comparto, il più devastato dalle chiusure di COVID con i teatri e i cinema svuotati da mesi, quanto a quello museale, poiché in un’ottica di rete culturale è necessario far ripartire nel miglior modo possibile i musei che rimandano alla memoria dei grandi Verga e Bellini, affinché turisti, studenti, ma anche visitatori locali, riabbraccino la propria cultura tornandone ad apprezzare luoghi, scritture, messe in scena e quant’altro è arte da consumare in città e per la città.

Per lo stesso motivo, non a caso, guardiamo con preoccupazione anche ai decreti dell’assessore regionale Samonà collegati alla “Carta di Catania” per i beni culturali siciliani, di fatto bocciata dalla Commissione regionale Cultura. Pensiamo  dunque che sia necessario puntare ad un cambio di passo affinché sempre più la cultura diventi valore economico per le nostre città, sopratutto per Catania che avrebbe molto più da offrire rispetto a quanto abbia fatto sino ad ora. Ma non nel chiuso dei palazzi istituzionali o delle stanze della politica. Per questo invitiamo il sindaco a incontrarci, insieme a Cisl e Uil, in tempi brevissimi”.

Rmdn

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