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Catania. Amt-Sostare, Cgil e Cisl, Filt, Fit, Filcams e Fisascat non partecipano a commissione consiliare: “Confronti seri solo dopo informazioni su contratti e piano industriale”

Come sarebbe possibile confrontarsi con cognizione di causa senza conoscere questi particolari che influenzeranno la vita dei lavoratori? 

“Abbiamo scelto di non partecipare al confronto con la Prima Commissione consiliare sulla futura azienda integrata Amt-Sostare. Non avremmo potuto dire la nostra con cognizione di causa. Il Comune non ci mette nella condizione di discuterla”.

Continuano a chiedere attenzione all’amministrazione comunale la Cgil e la Cisl di Catania e stavolta lo fanno insieme a Filt e a Fit (categoria trasporti), con Filcams e Fisascat (categoria terziario), ribadendo che a proposito della prossima fusione tra le due partecipate “sia necessario un confronto serio e sulla base di elementi concreti, a partire da quale contratto nazionale sarà utilizzato per inquadrare i lavoratori ma anche a proposito di quale piano industriale e di quale carico di  eventuali debiti di una o dell’altra società – sottolineano in una nota congiunta i segretari generali di Cgil e Cisl, Giacomo Rota e Maurizio Attanasio insieme ai segretari generali di Filt e Fit, Alessandro Grasso e Mauro Torrisi e di Filcams e Fisascat, Davide Foti e Rita Ponzo – .

Come sarebbe possibile confrontarsi con cognizione di causa senza conoscere questi particolari che influenzeranno la vita dei lavoratori? Infine, attendiamo con impazienza di comprendere quale sia il piano dell’amministrazione comunale su tutte le partecipate. Sarebbe essenziale conoscerlo e confrontarsi, anche in vista di una possibile rivisitazione degli stalli cittadini attraverso un regolamento delle strisce blu concertato tra tutte le rappresentanze catanesi.

Pur ringraziando  dunque la Commissione consiliare  per l’invito, rimane aperto un problema serio e in questa nuova occasione mancata vogliamo ripeterlo: chiediamo di essere messi nelle condizioni di conoscere i dettagli di questa trasformazione. Solo così potremmo dire la nostra ed esprimere giudizi sereni. Altrimenti il rischio del confronto “di facciata” sarà altissimo e questo non andrebbe di certo a favore dei lavoratori”.

Rmdn

 

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