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Catania. Assunzioni all’Acoset di parenti dei sindaci, Cgil e Filctem presentatano denuncia alla Procura della Repubblica

Il caso si riferisce all’assunzione di 19 figure professionali, somministrate per la Acoset SpA dalla GIGROUP, società di lavoro interinale

La Cgil e la Filctem Cgil di Catania hanno presentato  formale denuncia-querela alla Procura della Repubblica nei confronti di coloro che dovessero risultare responsabili di eventuali reati relativi al caso delle 19 figure professionali, somministrate per la Acoset SpA dalla GIGROUP, società di lavoro interinale, vincitrice del bando di gara indetto dalla precedente amministrazione. Nelle scorse settimane, infatti, i sindacati  hanno segnalato che tra i selezionati sono presenti anche alcuni congiunti di primi cittadini dei comuni del circondario, gli stessi che di fatto risultano proprietari dell’acquedotto. L’ipotesi di Cgil e Filctem Cgil di Catania è che optando per una selezione esterna ai Comuni stessi non si sia evitato il conflitto di interessi.

Secondo la tesi aziendale, ACOSET non avrebbe alcun margine di discrezionalità nella scelta dei lavoratori somministrati che, invece, sarebbe integralmente affidata alla GIGROUP. Ma le affermazioni del Presidente della azienda non chiariscono che, pur demandando la selezione del personale ad altra società, ACOSET manterrebbe, in ogni caso, un ampio margine di discrezionalità. Cgil e Filctem  CGIL di Catania si riservano di costituzione di parte civile nel caso venga avviato un procedimento penale.

“Crediamo che sia opportuno ripensare le aziende partecipate in un’ottica finalmente diversa. Anche a seguito delle dure prove alle quali ci costringe la pandemia, – commentano il segretario generale della Cgil, Giacomo Rota e quello della Filctem, Jerry Magno –  il sindacato punta a vederci più chiaro nell’intero settore, sia in termini di trasparenza delle spese sia in termini di qualità delle assunzioni. In questi mesi è parzialmente venuta meno la volontà di confronto con il mondo del lavoro da parte di alcune figure istituzionali. La nostra funzione di difendere i lavoratori invece non è mai venuta meno; anzi, siamo certi che le forme di lotta si possano rafforzare e differenziare in mille modi”.

Rmdn

 

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