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Catania. Fusione Amt-Sostare, giunta Pogliese evita confronto su nuovo Player mobilità. Cgil, Filcams, Filt: “Sindaco convochi sindacati”

“Basiti dal silenzio del primo cittadino, promotore insieme alla sua giunta di un progetto di riorganizzazione delle partecipate catanesi ma senza avere minimamente pensato ad un confronto preventivo con le parti sociali”

Le commissioni  consiliari del Comune di Catania hanno analizzato il progetto di fusione tra le due aziende partecipate, l’AMT e la Sostare, per la creazione di un unico Player della mobilità. Il nuovo soggetto dovrebbe far fronte ad un ventennio di fallimenti comunali e puntare a un migliore servizio pubblico. Ma la giunta Pogliese, dichiarano la Cgil, la Filcams e la Filt di Catania, “fino ad oggi ha evitato confronti di merito con il sindacato sostenendo e formalizzando in modo unilaterale una nuova società che non ha nulla a che vedere con una “città a misura d’uomo” ma che ci appare invece  come un ennesimo progetto che non tiene conto dei circa 1000 tra lavoratrici e lavoratori che presteranno il loro servizio”.

In una nota, il segretario generale della Camera del Lavoro, Giacomo Rota, il segretario generale della Filcams Cgil, Davide Foti, e Alessandro Grasso, segretario generale della Filt Cgil di Catania si dichiarano “basiti dal silenzio del primo cittadino,  promotore insieme alla sua giunta di un progetto di riorganizzazione delle partecipate catanesi ma senza avere minimamente pensato ad un confronto preventivo con le parti sociali, e cioè con coloro che tutelano i circa 1000 lavoratori delle due partecipate. Nelle scorse settimane siamo stati convocati dalla 5ª e dalla 2ª Commissione consiliare – aggiungono –  che ringraziamo per averci ascoltato; dall’incontro è però emersa soltanto una preoccupazione diffusa per il destino dei lavoratori coinvolti e per il servizio che questa futura società garantirà ai cittadini. Filcams e Filt CGIL chiedono che si convochi urgentemente una riunione con Pogliese. Speriamo che il primo cittadino comprenda che non si può evitare un confronto. Questa fusione rischia di causare  tantissima diseguaglianza tra lavoratori e stipendi”. 

Cgil, Filcams e Filt sottolineano che “non è ancora chiaro quale Contratto Collettivo Nazionale sarà applicato. Di certo non si potrà risanare le aziende fino ad oggi  usate come “bancomat clientelare”, senza evitare il confronto ma non possiamo permettere nuove assunzioni fino a quando anche l’ultimo dei lavoratori non sarà degnamente garantito dal punto di vista sociale ed economico. Catania merita un rinnovamento non solo economico ma anche culturale. Noi ci batteremo per una tutela complessiva dell’occupazione e per una tutela della città che fino ad oggi sta pagando errori politici e gestioni padronali che hanno annientato la dignità di un intero territorio”.

Rmdn

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