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Catania. “Isola senza catene”, oggi terzo appuntamento al Lido Piramidi

Filcams: “Chiediamo regole e legalità per i lavori del Turismo. Solo così sarà possibile ripartire sul serio”

“Oggi vogliamo parlare di lotta al caporalato e al lavoro nero in un lido balneare prima sequestrato agli interessi mafiosi, ma oggi finalmente rinato e amministrato in piena trasparenza. Questo ci serve a ricordare che lavorare in piena legalità è possibile anche a Catania. Ma oggi vogliamo protestare per quanto accade ancora in altri stabilimenti balneari e poi in generale nel settore catanese del Turismo: sfruttamento e lavoro nero. Siamo di fronte al cosiddetto “lavoro invisibile”. Non ha peli sulla lingua il segretario generale di Filcams Cgil di Catania, Davide Foti, intervenuto nel corso del terzo appuntamento  di stamattina alla Plaja (Lido Piramidi) per “Isola senza catene”, la campagna ideata da Cgil Sicilia che a Catania è stata promossa dalla Camera del lavoro insieme alla Flai (lavoratori dell’Agroindustria), alla Filcams (lavoratori Commercio, Turismo e Servizi), e alla Fillea (lavoratori dell’Edilizia) contro il caporalato, lo sfruttamento del lavoro e il lavoro nero.

Il Lido Piramidi di Catania è lo stabilimento sequestrato per infiltrazioni malavitose qualche anno fa ma oggi in vita grazie ad una nuova e trasparente gestione;  presenti alla manifestazione di oggi, i lavoratori del settore commercio e turismo della Filcams Cgil di Catania, insieme alla segretaria regionale di  Filcams Cgil Sicilia, Monica Caiolo, al segretario catanese Foti, ai segretari generali di Fillea, Giovanni Pistorio e di Flai, Pino Mandrà e al segretario generale della Cgil di Catania, Giacomo Rota. “Vogliamo che il turismo riporti al nostro territorio, bellezza, lavoro e soldi ma in modo del tutto legale, soprattutto alla luce delle gravi perdite subite in conseguenza del Covid – ha aggiunto Davide Foti -. Sappiamo invece che negli alberghi e nei ristoranti la manodopera in nero o comunque a bassissimo costo e senza diritti, anche con il coinvolgimento di immigrati molto bisognosi, è sempre più consistente”.

Ha aggiunto Rota: “Si tratta di lavoratori sotto ricatto morale e psicologico. Oggi stiamo portando avanti una battaglia che in verità abbiamo iniziato da decenni, ma alla quale negli ultimi anni abbiamo aggiunto nuove strategie perché nuove sono anche le modalità di sfruttamento”. Per la segretaria di Filcams Cgil Sicilia, Monica Caiolo: “Abbiamo scelto di collegare questa iniziativa alla campagna nazionale Filcams “Resistiamo”, dedicata proprio alle lavoratrici e lavoratori del turismo, che è poi il settore che più di altri sta pagando il prezzo della crisi post lockdown e che sta ripartendo con lentezza e difficoltà. Temiamo  anche che questa difficile ripartenza favorisca il lavoro nero in maniera persino più forte che in passato. Molte strutture lavorano solo nel fine settimana e anche per questo temiamo che il ricorso ai lavoratori stagionali nasconda formule di lavoro nero”.

RMDN

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