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Catania. Istituto incremento ippico, 8 dipendenti in disponibilità

Il caso paradossale della legge regionale nata per potenziare l’efficienza dell’istituto: i dipendenti all’80% dello stipendio per 24 mesi

Per potenziare l’efficienza dell’Istituto di Incremento ippico è stata approvata una legge regionale ad hoc, ma secondo i sindacati, l’unico risultato apprezzabile al momento risulta paradossale e drammatico: dal 21 luglio ben 8 dipendenti dell’istituto sono stati posti in disponibilità, con sospensione del rapporto di lavoro e con unica garanzia l’80% dello stipendio per 24 mesi. FP CGIL e SADIRS ritengono dunque che l’art. 2 della Legge Regionale 16 ottobre 2019, n. 17, “finalizzata ad accrescere l’efficienza, razionalizzare il costo del lavoro e realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane dell’Istituto Incremento Ippico con sede a Catania” non abbia prodotto risultati per il rilancio dell’Istituto e si sia rivelato addirittura pericoloso. 

La posizione fortemente critica è stata espressa in una lettera- appello inviata al presidente della Regione e a quello dell’ARS, ma anche agli assessori regionali, ai capigruppo e ai deputati dell’assemblea regionale, e infine ai dirigenti regionali di settore e allo stesso direttore dell’Istituto di  incremento ippico. I sindacati si riferiscono al fatto che il comma 2 abbia rimodulato  la dotazione organica (caso unico di intervento per legge sulla materia) dell’Istituto con riduzione a 18 unità, e che per le eccedenze di personale, nonostante la norma lo preveda, non si è provveduto ad attivare nessuna forma di mobilità. 

Per Gaetano del Popolo e Gaetano Agliozzo, rispettivamente segretario generale provinciale e regionale, di Fp Cgil e per Nuccio Gulizia e Fulvio Pantano, rispettivamente segretario generale provinciale e regionale  del SADIRS, per la scelta del personale da licenziare sono stati adottati criteri discrezionali fuori dalle procedure previste dalla norma, senza alcun coinvolgimento dei sindacati e senza considerare l’ipotesi di mobilità verso altri enti.

“Sugli atti prodotti dall’Istituto sono stati avviati gli opportuni ricorsi in sede giudiziaria – si legge nell’appello a trovare una soluzione,  inviato alle istituzioni -. I lavoratori posti in mobilità, tutti non più giovanissimi, stanno andando incontro a serie difficoltà per la contrazione del proprio reddito e dispiace dover far notare come, in qualche caso, si tratti di soggetti con gravi patologie che, in una fase difficilissima della loro esistenza, subiscono un provvedimento che oltre a colpirli nella loro materialità, impatta terribilmente con una difficile situazione psicologica. 

Mentre l’Istituto Incremento Ippico licenzia otto dipendenti, fatto che, com’è ovvio, indubbiamente risanerà il nostro bilancio regionale, il Presidente della Regione On.le Nello Musumeci insieme al Presidente del CDA dell’Istituto Principessa Caterina Maria Teresa Grimaldi di Nixima, si sono prodotti in investimenti plurimilionari sulla tenuta di Ambelia, struttura periferica dell’Istituto, situata guarda caso nel territorio natio del Presidente, propagandando ai quattro venti le ragioni del rilancio della struttura. Come Signor Presidente? Sicuramente non ricorrendo alla formula del pubblico che ci mette i soldi e dei privati che ne traggono profitto? Siamo certi di no, non può essere così, così come siamo certi che le inchieste della magistratura che impattano sugli investimenti di Ambelia diranno in maniera inequivocabile che tutto si è svolto nel rispetto delle norme”.

Fp Cgil  e SADIRS, provinciale e regionale, si dichiarano disponibili a interloquire con le istituzioni al fine di risolvere definitivamente la questione diventata oramai incresciosa.

Rmdn

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