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Catania. Scuola e covid tra azioni positive, ritardi e preoccupazioni: gli interventi del Comune e le richieste di Cgil e Cisl

Foto @mbeo2017

I sindacati si sono espressi positivamente sugli interventi comunali ma hanno esposto le loro preoccupazioni per le tante questioni ancora irrisolte

In vista dell’imminente riapertura dell’anno scolastico, a Catania sono stati  effettuati  interventi su 34 istituti dei 118 plessi di competenza del Comune e al momento rimangono in sospeso soluzioni di recupero aule per soli 6 plessi. Inoltre, la disposizione ministeriale che permette di affittare locali è arrivata solo il 18 Agosto; troppo tardi per reperire aule ma soprattutto per renderle adeguate all’uso scolastico. Lo hanno appreso i rappresentanti sindacali di CGIL CISL, insieme a FLC CGIL e a CISL Scuola di Catania che si sono incontrati con gli assessori al ramo; all’incontro erano presenti anche la UIL, l’UGL, la UIL Scuola, UGL scuola e GILDA.

L’assessore alla Pubblica Istruzione, Barbara Mirabella e l’assessore alla Manutenzione, Giuseppe Arcidiacono, hanno esposto quanto eseguito e coordinato con altri servizi comunali, nonché l’azione di monitoraggio con i dirigenti scolastici per verificare lo stato delle scuole, il recupero di nuovi locali e l’adeguamento di aule idonee a garantire il distanziamento. I sindacati si sono espressi positivamente sugli interventi comunali ma hanno esposto le loro preoccupazioni per le tante questioni ancora irrisolte, causa anche il poco tempo a disposizione che separa dall’avvio del nuovo anno: dall’applicazione dei protocolli sanitari per la sanificazione degli ambienti, all’enigma su chi eseguirà i tamponi al personale, anche in considerazione del fatto che i medici generici si sono pronunciati sul rifiuto di effettuare i test sierologici.

Inoltre, non si hanno notizie di come l’ASP si stia organizzando per il controllo e la verifica  dei protocolli sanitari  per il personale interno ed esterno. I sindacati si chiedono come sarà gestita e garantita l’assistenza agli alunni con disabilità, anche alla luce del passaggio della gestione all’ambito scolastico e della delibera di giunta regionale che stanzia somme per progetti integrativi ed aggiuntivi per l’assistenza igienico personale. È infine necessario comprendere come  il trasporto pubblico sarà organizzato per facilitare gli studenti. Per tutto queste ragioni, le segreterie confederali di CGIL e CISL, insieme alle loro categorie della Scuola chiedono che si convochi  subito una conferenza provinciale di servizi  al fine di chiudere un accordo di programma che faciliti l’intervento dei vari soggetti istituzionali coinvolti.

Tra queste l’ASP e l’Ufficio scolastico che non si sono presentati negli ultimi appuntamenti. Urge anche la nomina di un interlocutore per la Città metropolitana, alla quale i sindacati chiedono da mesi di convocare  una conferenza di servizi per interloquire con tutti i comuni della provincia. L’obiettivo è quello di stilare un accordo di programma territoriale che definisca tutte le questioni lasciate irrisolte per  la mancanza di comunicazione tra gli attori interessati: Ufficio Provinciale Scolastico, Comuni, Città Metropolitana di Catania, Asp, la Neuropsichiatria infantile, le aziende del trasporto locale ed extraurbano l’Ufficio scolastico provinciale, il servizio di psichiatria infantile, e le organizzazioni sindacali.

In segno di  fiducia per quanto fatto sino ad ora, Cgil e Cisl hanno chiesto all’assessore Mirabella di farsi promotrice della riconvocazione  di  un “tavolo” in tempi brevissimi, coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali, compreso il commissario al Covid 19 e l’assessore comunale ai Servizi sociali. CGIL ed FLC (con Rosaria Leonardi e Tino Renda), CISL e CISL Scuola (con Maurizio Attanasio e Ferdinando Pagliarisi) commentano: “Il tempo stringe ma potrebbe essere utile ipotizzare di far ripartire l’anno scolastico almeno dopo il referendum, al fine di evitare doppie sanificazioni ed interruzioni. Ciò comporterebbe un ritardo di poco più di una settimana che potrebbe però risultare utile per risolvere questioni insolute, come anche la consegna dei banchi, la definizione dell’organico dei docenti e la presentazione da parte dei dirigenti scolastici dei progetti utili per integrare l’assistenza igienico personale per gli alunni disabili.

Abbiamo invitato il Comune di Catania a fornire indicazioni uniformi per tutte le scuole. La Prefettura sta contattando tutti i soggetti coinvolti per la ripartenza delle lezioni e non possiamo che ribadire  le nostre preoccupazioni. È opportuno che anche i sindaci capofila dei distretti socio sanitari attivino lo stesso tavolo; in alternativa chiederemo al Prefetto di convocare una conferenza provinciale di servizi. Riteniamo che su questo tema, al di la delle aule mancanti, degli organici insufficienti del personale docente e ATA, dell’assistenza igienico personale, dell’assistenza alla comunicazione per garantire la didattica agli alunni disabili, esiste anche il delicato tema dei trasporti degli alunni e dei protocolli sanitari da seguire,  soprattutto in eventuali casi di Covid19 negli istituti. Sarà necessario, infine, ragionare sulla programmazione di un ‘piano B’ qualora si verificassero casi tali da costringere qualche istituto a chiudere ritornando alla didattica a distanza in una forma organizzata che non giustificherebbe l’improvvisazione e gli errori che si sono registrati nella fase del lockdown”.

Rmdn

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