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Catania. Scuola ed Emergenza Covid, sindacati chiedono al sindaco il censimento dei locali dismessi

Per la ripresa autunnale delle lezioni “è necessaria la contrattazione locale con i comuni”

La Cgil di Catania, insieme alla FLC (il sindacato dei lavoratori della conoscenza) ed alla Funzione pubblica, chiederanno al sindaco di Catania e della Città Metropolitana, Salvo Pogliese, un censimento dei locali dismessi che possano ospitare nuove aule scolastiche in vista della ripresa delle lezioni autunnali. Ma è solo una delle azioni, anche se con carattere di urgenza, che il sindacato catanese ha in serbo a proposito delle conseguenze che l’emergenza Covid  ha provocato sul sistema scuola italiano.

Catania non fa ovviamente eccezione, come è emerso nel corso degli esecutivi congiunti delle tre sigle tenutosi on line; presenti, tra gli altri, il segretario generale della Camera del Lavoro di Catania, Giacomo Rota, la segreteria confederale della Cgil, Rosaria Leonardi, che ha coordinato i lavori, il segretario generale della FLC Cgil, Tino Renda e il segretario generale della FP, Turi Cubito.

Gli esecutivi hanno fanno seguito anche alla  “Piattaforma Cgil per il rilancio del sistema scuola” promossa dalle tre sigle nazionali che ha delle finalità ben precise nell’immediato: “contribuire alla definizione di un Piano operativo per la riapertura delle scuole, a partire da nidi e scuole dell’infanzia, per il prossimo anno scolastico 2020-2021; individuare delle Linee guida che siano di supporto per una contrattazione con regioni, enti locali e autonomie scolastiche, anche attraverso l’individuazione di risorse nazionali, per l’avvio di attività educative pre-apertura scolastica; realizzare il recupero della socialità e degli apprendimenti per bambini/e e ragazzi/e di determinate fasce di età, compatibilmente con la possibilità di riprendere le attività in presenza; sostenere in particolare i territori ad elevato tasso di dispersione scolastica e con parametri allarmanti di povertà educativa”.

Catania e provincia registrano 165.786 iscritti per l’anno scolastico in corso; il segmento infanzia ne comprende 25173, per la primaria sono 51706, di 1° grado sono 34597, di 2° grado sono 54597. Ben 7863 sono gli studenti  iscritti al sostegno. Per tutti loro la didattica a distanza, secondo i docenti catanesi, non ha potuto garantire tutti gli obiettivi di una buona didattica, nonostante l’immenso sforzo organizzativo in settimane di assoluta emergenza prima, e di lento riassestamento dopo, sino ai giorni nostri.

A soffrirne sono stati soprattutto gli alunni più piccoli, solitamente bisognosi di contatto fisico e di sollecitazioni continue provenienti da compagni e maestre, e gli studenti disabili. E poi ci sono state le diseguaglianze sociali che hanno aumentato, e non di poco, le difficoltà; per esempio nei casi in cui era impossibile poter contare su una buona connessione web in casa. Per tutti i docenti catanesi, semmai, la Didattica a distanza è stata una soluzione emergenziale utile a non perdere il contatto con gli alunni e a garantire la continuità didattica.

A cosa puntano, dunque, Cgil, FLC e FP di Catania? “A classi con meno studenti, ad un numero più alto di mezzi pubblici, ai servizi di sanificazione e alla sicurezza per docenti e studenti. Ma anche all’ampliamento del tempo scuola e al riavvio della formazione professionale. Esiste tanta edilizia cittadina dismessa che deve essere rivisitata, ma esistono anche interi piani di edifici scolastici che non potranno essere utilizzati a causa delle nuove esigenze anti virus – spiegano i segretari delle sigle che in questi giorni sono al lavoro, anche insieme alla Fillea, il sindacato degli edili -. 

È necessario investire in formazione per gli insegnanti, che nel percorso della DAD (didattica a distanza) si sono ritrovati soli e senza strumenti, neppure contrattuali, a sostegno di una improvvisata formula di lavoro a distanza che sarebbe meglio evitare di chiamare smart working; mentre quest’ultima è una formula organizzata e tutelata, il lavoro svolto da casa in questi mesi ha camminato sulle gambe, il tempo e le connessioni web personali dei docenti. È una formula che non va replicata laddove dovesse imporsi nuovamente.

È poi necessario che non siano i docenti precari a reggere le sorti del nuovo anno scolastico catanese. Cgil, FLC e Fp Cgil di Catania  chiedono dunque assunzioni e garanzie. Il prossimo Decreto Legge del Governo, inoltre, dovrà contenere una previsione di spesa rivolta al sostegno degli enti locali per la realizzazione di interventi straordinari che si riterranno necessari alla riorganizzazione delle attività in condizioni di sicurezza e qualità, oltre che per il supporto alle attività educative pre-apertura scolastica. I confronti “su misura” per i nostri territori avverranno in un contesto di contrattazione locale e i sindacati, congiuntamente, chiederanno un incontro immediato ai comuni ed alla Città Metropolitana. Settembre è già domani e la Cgil è già da tempo al lavoro”.

Rmdn

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