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Catania. Teatro Stabile, la Slc-Cgil risponde al Presidente Carlo Saggio

Patané (a sinistra) e Tabita

Egregio Presidente Carlo Saggio,

proviamo grande imbarazzo nel leggere l’ennesima Sua risposta stizzita e nervosa e dobbiamo prendere atto, anche stavolta, di come non entri nel merito delle questioni da noi poste, ma con maldestre giravolte mistifichi le parole chiare della Slc Cgil catanese. Strumentalizzare i nostri comunicati è una brutta prassi che la vostra gestione da qualche anno persegue, e ancora una volta Lei sale sul pulpito per ribadire come si deve comportare un sindacato. Ricordiamo che in questi anni più volte la vostra gestione del TSC ha mostrato ed assunto un atteggiamento antisindacale, violando in alcuni casi, che abbiamo ovviamente denunciato, lo statuto dei lavoratori. Ma nonostante questo abbiamo mostrato comprensione e cercato di trovare soluzioni condivise.

Pertanto non permettiamo a nessuno, nemmeno a Lei Presidente, di generare ombre sulla Cgil, il sindacato più antico e rappresentativo d’Italia. Ribadiamo per l’ennesima volta che non c’è nessuna delegittimazione per chi sta lavorando per la prossima stagione, ma da anni chiediamo una rotazione e un maggior coinvolgimento di artiste e artisti del territorio; che sappiamo benissimo che la normativa ministeriale consente alla Direttrice Sicignano di fare una regia l’anno ma di certo non la obbliga.

Proprio per questo abbiamo chiesto alla Direttrice, dato il periodo di grande sofferenza, maggiore senso di responsabilità affidando almeno per quest’anno la propria regia ad altri professionisti in modo da creare nuovi posti di lavoro; tantomeno abbiamo chiesto di cancellarne la produzione con conseguente disoccupazione degli artisti, come Lei Presidente ha voluto insinuare nella sua lettera aperta. Da parte Sua, Presidente, sembra esserci la volontà di creare confusione e mistificare la realtà.

La Direttrice non ha mai voluto incontrare tantissimi artisti nonostante questi più volte le abbiano mandato mail chiedendo solo di essere ricevuti. Inoltre gli unici provini fatti dalla Direttrice sono sempre stati rivolti ad under 35, escludendo così l’80% delle attrici e degli attori del nostro territorio. Ci si accusa di creare divisioni ma a noi, e non solo a noi, sembra che la Direttrice, dal suo insediamento, abbia avuto lei per prima un atteggiamento divisivo alzando muri e dirigendo il Teatro della nostra città come un piccolo teatrino privato di provincia, senza sapere nulla della sua grande storia e di chi ne è stato protagonista. La stessa Direttrice infatti ha affermato pubblicamente lo scorso anno durante la conferenza stampa di non conoscere Nino Martoglio.

Accusate noi di discriminazione ma la verità è che voi avete messo in campo una mostruosa epurazione di talenti catanesi, senza averne mai spiegato le vere ragioni. E per questi motivi non solo i sindacati, ma anche gli intellettuali e le cittadine e i cittadini si sono indignati, e da giorni scrivono sui social parlando di “atteggiamento colonizzatore” ed “impoverimento culturale” del più importante Teatro della nostra amata città.

Le ricordiamo ancora che la Cgil non è mai entrata nelle scelte artistiche ma ha sempre chiesto che venisse garantito il lavoro dei professionisti. Noi non siamo “nostalgici” Presidente, chiediamo lavoro perché ci sono centinaia di artisti che vivono in condizioni estreme senza avere nemmeno la possibilità di dimostrare il loro talento.

Rispetto al legame con la memoria a cui fa riferimento, attendiamo da gennaio una vostra risposta alla richiesta di intitolare il teatro a Turi Ferro, e gli omaggi alla Rigano e alla Laganà sono stati davvero poca cosa: alcune foto e una conferenza di cui nessuno sapeva.

Qualche giorno fa avete presentato una stagione ma ad oggi il bilancio non è stato ancora pubblicato. Sarebbe interessante sapere quanto ai contribuenti è costato lo spettacolo “Baccanti” firmato dalla Direttrice durante la pandemia, quanto sia stato il suo compenso per la regia, l’adattamento e la traduzione, e quanto sono costate invece le altre produzioni dell’anno scorso. Stimatissimo Presidente, forse sarebbe meglio fare chiarezza su questo invece di sminuire e minimizzare con supponenza la sofferenza dei professionisti catanesi.

Ci fa piacere leggere alla fine della Sua nota l’invito ad un incontro, anche se precedentemente aveva affermato che con noi non poteva esserci nessun dialogo. Speriamo che non siano solo proclami come è accaduto a gennaio quando dopo il caos nato a causa dell’ennesima uscita infelice delle Direttrice sui giornali nazionali, nei quali screditava i catanesi definendoli chiacchieroni e fermi artisticamente agli anni 50, sul quotidiano La Sicilia la stessa Direttrice affermò che avrebbe organizzato un confronto con gli artisti della città. Peccato questo confronto non ci sia mai stato.

Presidente, Lei è un galantuomo, e di questo noi ne siamo certi. La preghiamo di non prestarsi a questi giochi. Il suo mandato è finito, esca con l’onore e la dignità che tutti le riconoscono senza provare a difendere ciò che i fatti rendono indifendibile.

Il Segretario Generale Slc Cgil Catania Gianluca Patanè

Il Responsabile Dipartimento Artiste e Artisti Luigi Tabita

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