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CGIL e CISL Catania presentano la “PIATTAFORMA PER LA CONTRATTAZIONE SOCIALE”

Parte da Catania un “modello partecipativo mediante confronti periodici, a cadenza trimestrale e, in ogni caso, preventivi rispetto alle delibere di bilancio, tariffe e tributi”. La consegna ufficiale a Pogliese il 3 luglio

Si chiama “PIATTAFORMA PER LA CONTRATTAZIONE SOCIALE. Un patto per la salute e la coesione sociale per Catania” e il 3 luglio sarà ufficialmente consegnata al sindaco di Catania e della Città Metropolitana, Salvo Pogliese. Ma sarà solo la prima delle tante tappe di presentazione che toccheranno infatti tutti i comuni capofila dei distretti socio-sanitari del Catanese. La Piattaforma è stata presentata stamattina dai segretari generali di Cgil e Cisl, Giacomo Rota e Maurizio Attanasio, e propone un “modello partecipativo mediante confronti periodici, a cadenza trimestrale e, in ogni caso, preventivi rispetto alle delibere di bilancio, tariffe e tributi”.

Si tratta di una vera e propria guida partecipativa in dieci punti redatta dalle due Confederazioni, con una visione ampia che mette insieme gli interessi sociali degli utenti con quelle contrattuali dei lavoratori. La Piattaforma è stata redatta con l’aiuto  delle categorie sindacali del Terziario e dei Servizi,  dei pensionati, del lavoro pubblico e della Scuola. Il Documento riscrive il modello della contrattazione sociale  e di Welfare territoriale da adottare nella provincia di Catania, ed è stato redatto tenendo conto di ciò che non ha funzionato prima e durante il Lockdown, la pausa forzata che ha  lasciato “indietro” i più deboli, paradossalmente,  proprio coloro che hanno  più bisogno di un welfare socio-sanitario che avrebbe dovuto proteggerli.

Al contrario, la non applicazione di alcune norme,  come l’assistenza di cura domiciliare per gli anziani, l’assistenza per i portatori di handicap, le visite ambulatoriali e gli interventi nei confronti dei ragazzi con problematicità pisico-fisiche, sia a scuola che nelle attività di cura, ne hanno determinato un sostanziale abbandono. Il documento non offre solo analisi ma è  anche ricco di proposte correlate a vari temi. Oltre a ridisegnare le fasi della “ripartenza” indica anche quali siano gli obblighi da concertare tra le amministrazioni comunali e le Rappresentanze Sindacali, come  il DUP (Documento Unico di Programmazione), che deve essere presentato al consiglio entro il 31 Luglio di ogni anno, la nota di aggiornamento al DUP entro il 15 Novembre, il bilancio di previsione finanziario, entro il 31 Dicembre e lo schema di bilancio consuntivo entro il 30 aprile di ogni anno.

La formula suggerita punta ad assicurare una risposta per ogni problema con azioni differenti ma mai sovrapposte, attraverso “il progetto di vita individuale e complessivo” e una “anagrafe” degli assistiti. Inoltre, principio altrettanto fondamentale contenuto nel documento è che il lavoro dei sindacati confederali, che avviene in stretto confronto con l’amministrazione comunale, si basi su una precisa calendarizzazione e sugli indicatori previsti nelle recenti normative post-Covid. Ma l’iter non si esaurisce qui. “Al fine di verificare lo stato di attuazione dei programmi e degli eventuali protocolli d’intesa che deriveranno dalle materie oggetto di confronto, e dunque monitorarne l’andamento, risulta importante prevedere successivi incontri”, viene specificato nella Piattaforma.

Per quanto riguarda le politiche sociali e di welfare, Cgil e Cisl propongono il confronto con i Distretti Socio Sanitari della provincia etnea, per renderlo più universalistico e uniforme su tutto il territorio provinciale. Ed i principi che prevalgono sono l’analisi di contesto, la programmazione e il successivo monitoraggio delle misure adottate con i Comuni. In questo modo, hanno detto i segretari generali Rota e Attanasio, oggi i sindacati lanciano “una nuova fase di contrattazione sociale con il territorio provinciale. La consideriamo una  “contrattazione di prossimità”, capace di promuovere benessere sociale per la collettività, in una fase di ripartenza da quanto abbiamo vissuto con il “blocco”, il  rafforzamento dei servizi, le prestazioni socio-sanitarie, l’equità delle tariffe e tributi locali, di contrastare la povertà, dare pieni diritti ai lavoratori e incentivare la buona occupazione.

Il lockdown ha rivelato, anche se era già chiaro prima dell’emergenza Covid, l’estrema fragilità del sistema welfare nel nostro Paese, che appare più che mai confuso e complesso. Il sistema è obsoleto, e noi oggi vogliamo fare la nostra parte per cambiarlo”. Su scuola e sanità pubblica nei prossimi giorni sarà presentato un nuovo documento. Alla presentazione di oggi tenutasi on line, erano presenti diversi segretari tra cui Michele Musumeci della Fisascat e Ferdinando Pagliarisi della Cisl Scuola,   sono intervenuti Giuseppina Rotella, segretaria confederale Cgil, che ha ricordato il terribile peso della chiusura di un servizio sociale fondamentale durante il lockdown come gli asili nido, “e anche da questo disagio è nata la  necessità di  un’ analisi dei bisogni per i cittadini ma anche di proposte concrete: ed ecco oggi un nuovo modello concertativo che parte da Catania”; Lucrezia Quadronchi della Fisascat Cisl, ha segnalato la forte preoccupazione dei sindacati “per i servizi a sostegno della disabilità in età scolare in questa fase; quest’anno più che mai sembrano essere in bilico.

Durante il lockdown disabili e anziani sono stati abbandonati e i caregiver hanno sostenuto tutto il peso sulle proprie spalle”; per Pietro Guglielmino, segretario generale della Fp Cisl, “la persona è la vera protagonista di questa piattaforma, intesa in tutte le sue esigenze. Occorre che  attraverso i protocolli sanitari si riattivino in sicurezza  i servizi alla persona. A tutti i sindaci dei distretti diciamo di agire da subito”; il segretario generale dello Spi Cgil, Carmelo De Caudo, sottolinea che “il welfare deve essere rivisto a livello centrale e il dramma del Covid ce lo ha dimostrato. I nostri pensionati, che nei nostri territori spesso percepiscono il minimo, hanno diritto a ben altro servizio e a ben altra sanità, anche in relazione ai tempi di attesa. Non c’è tempo da perdere, anche nella vigilanza sulle Residenze; i fondi UE devono essere indirizzati adesso e questa piattaforma è un modo per destinarli al meglio”.

Infine, gli interventi di Armando Coco segretario generale della  Fp Cisl (“in Sicilia ci sono situazioni particolari; serve un modello di medicina del territorio o di medicina generale”), e Rosaria Leonardi segretaria confederale della Cgil (“nella Piattaforma si fa riferimento alla necessità di una contrattazione con i comuni per i servizi all’infanzia e la scuola primaria. Questa deve essere immediata, poiché lo Stato  ha previsto dei finanziamenti e sono in atto delle rimodulazioni dei Fondi europei”).

Rmdn

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