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Cinquanta lavoratori del servizio rifiuti a Zona Catania Provincia Nord (11 comuni), rischiano il licenziamento

Foto di Alessandro Antonelli

Sindacati chiedono la revoca del bando di gara  in autotutela o l’adeguamento alle reali esigenze economiche

Cinquanta lavoratori del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani della Zona Catania Provincia Nord, rischiano il licenziamento. La procedura del servizio destinato a 11 comuni etnei tramite bandi di gara, prevede infatti una dotazione organica inferiore al fabbisogno reale dei cantieri presenti. Nel suo computo la stazione appaltante non ha considerato la dotazione reale di ogni singolo cantiere, e di conseguenza non ha previsto le somme necessarie per garantire i livelli occupazionali attuali.

Tutto ciò comporterà un taglio di una cinquantina di unità. A segnalarlo sono le segreterie provinciali di FP – CGIL, FIT – CISL,  UILTRASPORTI e UIL FIADEL che chiedono la revoca del bando di gara  in autotutela o l’adeguamento alle reali esigenze economiche. In una comunicazione ufficiale indirizzata alla SRR  (Società per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti) Catania Provincia Nord, al Dipartimento Regionale ANAC, ai sindaci dei Comuni interessati, al Prefetto, al Centro per l’Impiego di Catania e al sindaco Pogliese, i sindacati scrivono che i 50 lavoratori “hanno maturato, ex art. 6 del CCNL Fise Assoambiente, il diritto al passaggio e al mantenimento del posto di lavoro”.

I sindacati segnalano inoltre che “la stazione appaltante non tiene conto degli scatti di anzianità, prevede nella progettazione ore di personale equivalente considerando il personale stesso come forza di lavoro generica per l’intero lotto; ne consegue che i dipendenti potranno essere impiegati genericamente all’interno della stessa commessa. In questo modo i lavoratori perdono l’appartenenza al cantiere di riferimento. Si crea così un incredibile paradosso: da un lato si chiede che vengano mantenute le unità lavorative in forza nei cantieri con riferimento all’anno 2013, dall’altro viene suggerito il licenziamento”.

La comunicazione ufficiale segnala un caso esemplare; quello del cantiere di Adrano dove il Piano d’Ambito a base di gara prevede un impiego di 49 unità, mentre in verità  nel Cantiere lavorano 80 unità, come correttamente previsto nella gara ponte bandita dal Comune. Un caos insomma, che rischia di portare sul lastrico ben cinquanta famiglie.

Secondo i segretari  generali di FP – CGIL, FIT – CISL,  UILTRASPORTI e UIL FIADEL di Catania, rispettivamente Gaetano Del Popolo ( insieme al coordinatore regionale della Fp Cgil Igiene ambientale, Alfio Leonardi), Mauro Torrisi, Salvatore Bonaventura e Carmelo Condorelli, “il costo del personale previsto per i due lotti è di 50.642.551,89 euro a fronte della reale spesa prevista dal Contratto nazionale Fise Assoambiente di 67.164.561,25 euro “generando una perdita per il futuro affidatario di 16.522.009,36 euro nell’intero appalto”.

Rmdn

 

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