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Il venerdì di fuoco a Catania, Cgil e Flai Cgil: “Cause incendi ricercate nella cattiva gestione delle politiche regionali”

Dopo la terribile giornata vissuta dal capoluogo e dalla sua provincia, intervento di Carmelo De Caudo e Pino Mandrà che puntano l’indice sulla Regione Siciliana

Se gli incendi si sono propagati a dismisura nella giornata di ieri a Catania, mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini e del territorio stesso, le responsabilità vanno ricercate nella cattiva gestione delle politiche antincendio della Regione Siciliana. La pensano così i segretari generali di Cgil e Flai Cgil, Carmelo De Caudo e Pino Mandrà, che sottolineano come “il prezzo economico e morale pagato in queste ore di fuoco dalla città di Catania sia stato davvero troppo alto. Di contro sappiamo che a Catania gli operai dell’Azienda forestale sono circa 3000 (di cui 860 sono lavoratori dell’ antincendio), con almeno 600 unità in meno del fabbisogno reale. La causa di questo squilibrio va ricercata anche nel mancato turn over che provoca squilibri anche nella composizione delle squadre. Ma prima di tutto, non possiamo dimenticare come l’attività di manutenzione sia partita con enorme ritardo in tutta l’Isola e cioè solo a giugno, quando le operazioni dovevano essere ultimate. È inoltre necessario inserire per tempo in bilancio  le somme necessarie”.

Per Cgil e Flai Catania i disastri ambientali non prescindono, come oramai è sin troppo noto, dalle scelte umane. Nel caso della Regione siciliana si tratta addirittura di “non scelte” visto che “le istituzioni dimostrano sempre più di non saper intuire i rischi a breve e medio termine, di non volere puntare su una strategia salva – territorio di base – continuano i due sindacalisti- per esempio puntando anche sui lavoratori a termine e non solo sugli stagionali come invece sta accadendo.  Il dissesto idrogeologico di questa parte dell’ Isola è sotto gli occhi di tutti, eppure nulla cambia. Non ci limiteremo a puntare il dito, ma difenderemo questo settore lavorativo senza tregua. Ne va dell’economia e della sicurezza di tutti”.

Rmdn

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