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L’anno che verrà. Catania tra crisi pandemica e diritti dei lavoratori

Lettera aperta del segretario generale  della Cgil di Catania, Giacomo Rota: “Sui quesiti più urgenti  solo un preoccupante silenzio”

“Per Catania sarà un 2021 denso di interrogativi e con due sole certezze: il Recovery Fund come potenziale buona opportunità per la ripartenza, ma anche la probabile perdita dell’occupazione o la precarietà, per troppi catanesi. A fronte di tutto questo non possiamo ancora contare su un Piano organizzativo ben programmato che tuteli il mondo del lavoro”. Inizia così la “Lettera aperta alla città” del segretario generale della Camera del lavoro di Catania, Giacomo Rota. Il messaggio è indirizzato non solo ai rappresentanti delle istituzioni locali, ma anche alle associazioni datoriali e ai cittadini lavoratori “che non possono rimanere all’oscuro delle scelte che riguarderanno le loro vite”.

Rota sottolinea i quesiti più urgenti a fronte dei quali “ritroviamo solo un preoccupante  silenzio”. “In che modo le somme del Recovery Fund saranno utilizzate per sopperire alla crisi? – chiede Rota- Come incideranno sul ceto medio sempre più falcidiato da una condizione di precarietà in crescita? Settori in grave perdita a causa della pandemia come l’aeroporto di Catania o tutto il comparto turistico e commerciale, sapranno rialzarsi da soli?  Cosa accadrà ai precari della sanità nei prossimi mesi e come tutto il settore sanitario pubblico, così centrale per la tenuta stessa del territorio, sopravviverà agli stress di queste settimane?

E alle scuole, nei prossimi mesi al momento della ripresa delle lezioni in presenza? Che ne sarà del grande valore sociale della nostra istruzione pubblica? Come se la caveranno i disabili che dalla prima ondata di COVID ad oggi, sono stati tra i più colpiti dai disservizi? È normale che dei senza tetto continuino ad occuparsi i volontari della città e che non esista ancora un preciso Piano locale, nazionale e regionale, per fare fronte anche a questa emergenza?”

La lista delle domande potrebbe continuare, ma c’è un tema in particolare di cui, secondo Rota, nessuno parla. “Che ruolo avrà la mafia in tutto questo? Che partita giocherà a suo vantaggio nell’economia locale, nel futuro delle imprese? Come salvaguarderemo la legalità?”. Nelle prossime settimane i sindacati si confronteranno con il primo cittadino Salvo Pogliese su temi fondamentali per l’economia e il lavoro cittadino, “ma a fronte di questa buona notizia – continua Rota – il governo nazionale è indebolito da una diatriba interna, e il governo regionale promette ma non mantiene continuando a galleggiare sui problemi della sanità, dell’industria e dei 76 mila contratti siciliani già persi”.

La Cgil di Catania “chiede dunque al mondo produttivo e sociale della città di organizzare un Patto affinché l’opportunità del Recovery Fund diventi frutto di un ragionamento condiviso, che metta davvero in campo il protagonismo delle parti sociali e che non metta nessuno all’angolo. Nemmeno settori come l’ agroalimentare che continua ad essere uno dei comparti  chiave del nostro territorio”.

“Infine – conclude Rota – ci auguriamo che il 2021 sia l’anno dell’uguaglianza a partire dal vaccino anti COVID. Sarà necessario che tutti possano usufruire di questa eccezionale arma contro il virus. Le disuguaglianze sono all’ordine del giorno, e sebbene in Italia non si corre questo rischio grazie ad un Welfare che tiene conto di tutti i cittadini nell’ottica di una di sanità pubblica e garantita dalla Costituzione, la Cgil continuerà a vigilare a tutti i livelli affinché questo diritto sia sempre garantito”.

Rmdn

 

 

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