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Riapertura scuole a Catania e provincia, Cgil e Cisl: “Troppe questioni irrisolte, serve conferenza di servizi”

Le due sigle chiedono alla Prefettura di promuoverla

«Sono tante le questioni irrisolte per l’avvio dell’anno scolastico in sicurezza nella provincia di Catania: le aule, i protocolli sanitari per la sanificazione degli ambienti, i tamponi per il personale, i protocolli sanitari per il personale interno ed esterno e la gestione in sicurezza degli alunni con disabilità, il trasporto pubblico degli alunni, il medico e lo psicologo d’istituto. Nessuno di tali temi è stato discusso localmente: quale quadro della situazione catanese sarà portato al tavolo regionale della scuola? Occorre subito una conferenza provinciale di servizi e un accordo di programma per essere pronti in tempo».

Le segreterie confederali provinciali di Cgil e Cisl, con le federazioni di categoria Flc Cgil e Cisl Scuola, esprimono grande preoccupazione per l’imminente avvio del prossimo anno scolastico nella provincia etnea. Oggi hanno chiesto al Prefetto di farsi promotore o di sensibilizzare gli Enti preposti affinché si indica, con estrema urgenza, una apposita conferenza dei servizi. Lo scopo è stilare un accordo di programma territoriale che definisca tutte le questioni lasciate irrisolte per la mancanza di comunicazione tra gli attori interessati: Ufficio Provinciale Scolastico, Comuni, Città Metropolitana di Catania, Asp, la Neuropsichiatria infantile, le aziende del trasporto locale ed extraurbano e le organizzazioni sindacali.

 «Registriamo una allarmante assenza di comunicazioni tra le istituzioni – dicono i segretari generali Maurizio Attanasio (Cisl Catania), Ferdinando Pagliarisi (Cisl Scuola Catania), Lucrezia Quadronchi, responsabile dello sportello Cisl Orient’Abilità, la segretaria territoriale Cgil Rosaria Leonardi e il segretario generale Flc Cgil Tino Renda – e, soprattutto, il silenzio da parte dell’ufficio scolastico provinciale. Eppure i temi sul tavolo che aspettano soluzioni e indicazioni chiare sono tanti».

«Chi dovrà fare i tamponi al personale scolastico visto che i medici di base si rifiutano di farli, come partirà la scuola dell’infanzia, che cosa hanno fatto i Comuni per trovare e adeguare le aule, il reclutamento del personale ATA, le questioni legate agli assistenti igienico personale e agli operatori per la Comunicazione e l’Autonomia degli alunni disabili, quali protocolli di sanificazione dovranno essere approntati, quali regole per il trasporto scolastico?» si chiedono i dirigenti sindacali catanesi, che basano le loro considerazioni sulle disposizioni della Presidenza del Consiglio, del ministero dell’Istruzione e del Comitato tecnico scientifico nazionale».

 «Su tutto ciò, seppur più volte richiesto, nessun incontro sul territorio è stato fatto. E addirittura, al confronto con i sindaci della provincia indetto il 13 agosto dal Sindaco di Paternò, l’Ufficio scolastico provinciale non si è nemmeno presentato. C’è da chiedersi quale quadro territoriale di Catania potrà mai essere rappresentato al tavolo regionale? Quale “radiografia” è stata fatta della reale situazione provinciale?»

 «Siamo consapevoli delle competenze della Prefettura – concludono Attanasio, Leonardi, Pagliarisi, Renda e Quadronchi – ma per l’attuale assenza di un soggetto titolato a rappresentare la Città metropolitana, ci siamo rivolti all’ufficio territoriale del governo perché possa promuovere con la necessaria autorevolezza l’incontro e trovare le risposte alle domande in vista dell’avvio dell’anno scolastico in sicurezza per tutti». 

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